5 Gennaio 2012

I consumatori a Vendola "Denuncia all´Antitrust"  

I consumatori a Vendola "Denuncia all´Antitrust"
  Il Codacons "sanzione salatissima per i danni alla concorrenza"

«Se il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola deciderà di ricorrere alla Corte Costituzionale contro l´articolo 31 della manovra Monti sulla "promozione e la tutela della concorrenza", verrà denunciato all´Antitrust, e nei suoi confronti sarà chiesta una sanzione salatissima in relazione ai danni alla concorrenza prodotti». Lo rende noto il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell´ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) dopo la nota diffusa ieri dall´assessore regionale allo Sviluppo Economico e vicepresidente della giunta pugliese, Loredana Capone, con la quale viene annunciato che la Puglia intende impugnare la norma sulle liberalizzazioni degli orari dei negozi. «Così come è congegnata – aveva dichiarato l´assessore Capone – produce più danni che benefici. È per questa ragione che la maggior parte delle regioni sta decidendo di impugnarla». «Opporsi ad un provvedimento che i consumatori chiedono da 20 anni – si legge nel comunicato del Codacons – è assurdo e dannoso, perché liberalizzare il commercio vuol dire salvare migliaia di negozianti dalla bancarotta, far riprendere l´economia nazionale e offrire maggiori possibilità ai cittadini». Per l´esponente della Giunta pugliese, invece, «il rischio è che la liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture ovunque, anche nei piccoli comuni non turistici sia solo un regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese. Un minimo di regole è utile anche alla concorrenza, per evitare che i più grandi e i più forti divorino i più piccoli facendoli fallire: la liberalizzazione totale però, rischia di diventare onnivora e uccidere il piccolo commercio nei centri urbani». Il Codacons – che interverrà dinanzi la Corte Costituzionale a tutela dell´articolo 31 della manovra – ricorda che le mancate liberalizzazioni nel settore del commercio «costano complessivamente ai cittadini ben 8 miliardi di euro: 5,5 miliardi a causa del ritardo nel commercio al dettaglio alimentare, e 2,5 miliardi per il commercio al dettaglio non alimentare». «Ostacolare quindi un incremento della concorrenza in Italia – si legge nel documento – è un atteggiamento deplorevole che dimostra come l´interesse dei cittadini non sia mai in cima alle priorità della nostra classe politica».

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