Commercio: da giovedì si saldi chi può
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Iniziano i saldi, ma non ci sono soldi.
Le tasche degli italiani sono vuote e gli attesi sconti invernali, che a Parma inizieranno giovedì per terminare il 4 marzo, non saranno la panacea di tutti i mali dei consumi. Quelli che non sono ripartiti nemmeno sotto le vacanze natalizie, con un dicembre mai così avaro di soddisfazioni per i commercianti, i quali ora possono solamente sperare nei sessanta giorni di prodotti a prezzi scontati.
Stando alle previsioni, però, non sarà facile. Il Codacons, infatti, stima un calo delle vendite del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; solo il 40% delle famiglie, inoltre, si metterà in coda davanti alle vetrine per acquistare il capo d’abbigliamento che manca nel guardaroba. Gli italiani, quindi, non penseranno a vestirsi, ma esclusivamente a coprirsi. Anche altre associazioni di consumatori guardano ai prossimi due mesi con pessimismo; Federconsumatori dichiara che ogni famiglia spenderà 223 euro, cifre che rappresentano un forte calo (-19%) rispetto allo scorso anno, quando la spesa per nucleo famigliare fu di 277 euro, per un introito totale da parte dei negozianti di 2,4 miliardi di euro.
Ben più rosee, anche se lontane dai fasti del passato, le aspettative espresse dai commercianti; saranno infatti 403 gli euro che ogni famiglia sarà disposta a spendere, secondo i conti elaborati dall’Ufficio Studi della Confcommercio. Significa che ogni italiano sborserà 168 per un giro d’affari di 6,1 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore. Una flebile speranza potrebbe arrivare dal clima. Infatti, fino ad ora, l’inverno è stato silente, ma, con il gelo annunciato dalle previsioni, è possibile che gli acquirenti si riversino più numerosi nei negozi di abbigliamento. In passato la relazione è esistita.
Una peculiarità dei prossimi saldi potranno anche essere le percentuali di sconto applicate: con la crisi delle vendite, infatti, alcuni negozi potrebbero essere portati a dare vita a promozioni molto più forti rispetto al passato. Il consiglio che proviene dalle associazioni dei consumatori, tra tante altre accortezze da prendere in considerazione, è di diffidare di sconti superiori al 50%.
Positivo il giudizio della Fismo (Federazione Italiana Settore Moda) sulla scelta di far partire i saldi nello stesso periodo, quasi in tutta Italia (5 gennaio ovunque, a parte Basilicata e Sicilia che hanno iniziato ieri, il Molise e Bolzano che attenderanno il 7 gennaio, la Valle D’Aosta che inizierà il 10 e la massima discrezionalità lasciata alla Provincia di Trento): si eviteranno casi di concorrenza sleale tra regioni vicine. Infine, la regola aurea del saldo: in vetrina dev’essere esposto il prezzo normale, la percentuale di sconto e il prezzo definitivo.
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