4 Gennaio 2012

Caos nei pronto soccorso della capitale.

Caos nei pronto soccorso della capitale. Denuncia del responsabile dell’Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell’associazione Dossetti. Allarme rosso per sovraffollamento, attesa di ore per un’anziana.

“ La situazione dei pronto soccorso degli ospedali della Capitale rischia di andare fuori controllo, con gravi ripercussioni sul diritto alla salute dei romani ” . Lo sottolinea in una nota il responsabile dell’Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell’associazione Giuseppe Dossetti, Corrado Stillo, dopo la denuncia di una novantenne rimasta ore al pronto soccorso di Tor Vergata su una sedia a rotelle per mancanza di barelle. Ieri è stata la volta di un’agitazione del personale del pronto soccorso dell’ospedale San Camillo, che lamenta assenze di qualsiasi comfort per i pazienti in attesa di visite d’urgenza. I problemi sono emersi in un recente monitoraggio compiuto dall’associazione Dossetti in diverse strutture di pronto soccorso di Roma: un carico di lavoro insopportabile per medici e infermieri, l’anticamera dei malati in barella in attesa di un posto letto che arriva spesso dopo giorni, la mancanza di sicurezza nelle ore notturne, l’insufficienza stessa delle barelle con sostituzione impropria delle lettighe dei mezzi dell’Ares. “ Il tema della dignità del malato e dei suoi familiari non viene per niente preso in esame dai vertici della Regione Lazio, più preoccupati di mantenere i loro privilegi che garantire la tutela dei diritti dei cittadini. Invitiamo i responsabili della sanità laziale – conclude l’associazione – a occuparsi con urgenza e sollecitudine di una situazione esplosiva quale quella dei pronto soccorso, aprendo da subito un tavolo di confronto e di proposte con i rappresentanti delle organizzazioni dei cittadini, dei sindacati degli operatori medici e non medici ”. E quella di lunedì è stata u na giornata caotica al Policlinico romano di Tor Vergata, dove a causa del grande afflusso di pazienti erano terminate le barelle. Vari cartelli informano i pazienti che da fine novembre lo staff è privo di una unità, e dunque i codici bianchi e quelli verdi devono affrontare lunghe attese. Una situazione che può spiegare il caso segnalato dal Codacons e relativo ad un’anziana di 91 anni. “ Alle ore 8:45 di lunedì R. C. è stata accompagnata dai familiari presso l’accettazione del Pronto soccorso del Policlinico, denunciando i sintomi di una probabile cistite emorragica (di cui la donna in passato ha già sofferto). L’anziana viene fatta sedere su una sedia a rotelle, poichè non vi sono barelle disponibili, in attesa di essere visitata da un medico ”. “ Passano le ore – prosegue il Codacons – ma il turno di R. C. sembra non arrivare mai. I familiari chiedono dunque informazioni al personale ospedaliero, sollecitando un intervento e facendo presente l’età avanzata della donna, ma la risposta che ricevono fuga ogni speranza: al pronto soccorso – secondo quanto riportato dai parenti di R.C. – tutte le visite verrebbero effettuate da un solo medico, circostanza che inevitabilmente si ripercuote sui tempi di attesa ” . In effetti, le visite lunedì s arebbero state effettuate da un internista, un chirurgo e un ortopedico. Così l’anziana paziente “ attende da ben 8 ore di essere visitata da un medico, abbandonata nemmeno su una barella, ma su una scomoda sedia a rotelle ” , scrive il Codacons, che ha raccolto la denuncia dei cittadini in questione, e stigmatizza l’ accaduto, annunciando di aver avviato le pratiche “ volte a valutare possibili azioni legali e risarcitorie nei confronti del Policlinico Tor Vergata e della Regione Lazio ”
 

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