La benzina fa il pieno di tasse È nostra la più cara d’ Europa
-
fonte:
- Il Giornale
A chi va il record della benzina più cara d’ Europa? All’ Italia, e non è certo una sorpresa, potrebbero commentare tutti gli automobilisti alle prese con i continui aggiustamenti all’ insù del prezzo sulla colonnina. Meno scontato, forse, è scoprire che il discutibile primato dipende soprattutto dalle imposte, Iva e accise, le più alte in Europa. E le più aggiornate: nessun altro Paese modifica le tasse sul carburante – ovviamente al rialzo – con altrettanta frequenza. Per fare qualche esempio: in Francia l’ ultima variazione, per quanto riguarda le accise sulla benzina, risale a un anno fa, in Spagna dobbiamo tornare al 13 giugno 2009, in Germania addirittura al Capodanno 2003. In Italia, l’ ultimo dato ufficiale pervenuto è del primo novembre scorso: ma mancano all’ appello l’ aumento delle accise deciso a dicembre dal governo Monti e l’ ultima stangata, quella delle addizionali regionali. In pratica, il prezzo che paghiamo alla pompa è composto da una parte «industriale» – cioè il costo della materia prima, più trasporto, stoccaggio e distribuzione, ricavo del benzinaio compreso – e da una componente fiscale che nel corso del tempo è diventata sempre più pesante, fino a sfiorare il 60% del totale. Ecco perch´ l’ Italia è il Paese europeo dove rifornirsi costa di più: a dicembre, ultimo dato ufficiale, da noi la verde si avvicinava già agli 1,7 euro al litro, mentre in Germania il prezzo medio era di 1,5, in Francia poco meno e in Spagna addirittura 1,3 euro al litro. E la corsa continua: dopo la sferzata delle addizionali regionali entrate in vigore domenica, sono le compagnie a far salire i prezzi. I mercati internazionali, infatti, sono stati ancora fermi il 2 gennaio per le festività e quindi, da questo punto di vista, le quotazioni sono invariate. Non solo: il primato del caro prezzi, che tradizionalmente spettava al Sud, adesso tocca invece al Centro Italia, per lo meno per quanto attiene alla benzina. In quest’ area, infatti, la verde arriva ormai a sfiorare la punta massima di 1,8 euro al litro negli impianti Tamoil, sui quali pesa anche un aumento dei listini di 0,6 centesimi. La media italiana, comunque, è stabile a quota 1,732 euro al litro, secondo la Staffetta Quotidiana. Così, la Cia-Confederazione italiana agricoltori lancia l’ allarme: il «caro-benzina» spinge all’ insù soprattutto i prezzi di frutta e verdura, che dal campo alla tavola viaggiano per oltre l’ 80% su gomma, e mette a serio rischio il futuro di serre e aziende agricole. E la replica dell’ Unione petrolifera, secondo cui l’ impatto sul trasporto merci è relativo, perch´ le addizionali riguardano la benzina e non il gasolio usato dai Tir, non convince i consumatori. In 10 anni, calcola il Codacons, il prezzo della benzina ha subito un incremento del 75%, mentre il costo del gasolio è più che raddoppiato, facendo segnare +104%. Una boccata d’ ossigeno arriva – per chi può usufruirne – dagli impianti collegati alla grande distribuzione: l’ Osservatorio Conad dei prezzi dei carburanti segnala un risparmio medio, per i propri distributori, di 9,4 centesimi al litro per la benzina e 9,6 per il gasolio.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- TRASPORTI
