3 Gennaio 2012

  Sconti e chiusure, il centro in saldo  

  Sconti e chiusure, il centro in saldo
 

JESI – Saldi e chiusure, il centro in liquidazione. Da giovedì via alle svendite tradizionali, ma accanto ai negozi che si apprestano a vendere a prezzi scontati spiccano anche quelli che hanno già cominciato a liquidare la propria merce per cessazione dell’ attività. Dopo le vendite al rallentatore per Natale, i negozianti jesini sembrano riporre molte aspettative sui saldi. Al di là delle cifre ipotizzate (spesa pro capite di 110euro secondo i dati nazionali Codacons, 403 per la Confcommercio), i commercianti jesini sperano di poter chiudere la fase delle svendite con buoni risultati. Chiusure – In centro storico si contano tre liquidazioni. Ad aver già avviato la svendita prima di abbassare definitivamente la saracinesca ci sono il punto vendita «Valleverde Grasi calzature» in piazza Spontini, il negozio di intimo «Trasparenze» di via Pergolesi e quello di abbigliamento per uomo e donna «Nico Moda« in via Farri. «I costi sono troppo alti, sproporzionati rispetto alle rendite – commenta la titolare di Nico Moda Simona Galassi, che gestisce anche altri due punti vendita a Borghetto di Monte San Vito – Gli jesini fanno acquisti solo quando ci sono le svendite e, considerata la situazione generale, è anche comprensibile. Ma per noi che dobbiamo fare i conti con le spese per l’ affitto, le utenze e il personale, non è più conveniente». Oltre i confini cittadini, un altro punto vendita prossimo alla chiusura è Biscottini International Art Trading, in via Pieralisi a Monsano, il popolare marchio che fa capo alla sede centrale di Pisa ed è specializzato in mobili e complementi d’ arredo dei più disparati stili, spesso anche stravaganti. La svendita con sconti dal 50 all’ 80%, iniziata il 4 dicembre con un vero e proprio boom di acquirenti nella prima settimana, andrà avanti fino alla fine di febbraio. Saldi – «Sulle cifre per i saldi non c’ è nulla di definito – afferma il presidente della Confcommercio jesina Paolo Bifani – Per quanto riguarda Jesi, ascoltando anche il parere degli altri colleghi, posso dire che nonostante tutto c’ è fiducia. Anche prima di Natale, molti clienti che avevano intenzione di comprare per sé hanno scelto di posticipare gli acquisti ed aspettare i saldi. Insomma le aspettative sono alte e speriamo che si concretizzino in incassi, ma è chiaro che nessuno è in grado di fare previsioni sicure. C’ è una contrazione generale che interessa tutti, salvo pochissime eccezioni. C’ è chi in questo contesto riesce a resistere comunque e chi invece, avendo già delle difficoltà pregresse, è costretto a chiudere a causa del momento non incoraggiante. Il numero delle attività che chiudono è aumentato rispetto agli anni scorsi e non è escluso che possa aumentare ulteriormente anche dopo i saldi, visto che la situazione è tutt’ altro che rosea». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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