La benzina vola verso 1,8 euro
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fonte:
- La Stampa
È appena iniziato, e già il 2012 si candida a diventare «l’ anno nero» di automobilisti e autotrasportatori. Il perché è nelle addizionali regionali sulle accise applicate ai prezzi della benzina. Il ritocco, secondo quanto previsto dalla manovra del governo di Mario Monti, è scattato dal 1 gennaio in sei regioni facendo lievitare i prezzi sino alla soglia di 1,74 euro al litro. Un incremento che oltre a pesare sul carburante è destinato a produrre effetti inflattivi sui costi di tanti prodotti di largo consumo, in un paese dove l’ 86% dei trasporti commerciali avviene su gomma. A pagare i prezzi più elevati inoltre, sono il Centro e il Sud dove «l’ effetto addizionali» è maggiore e i prezzi alle stazioni di servizio puntano verso 1,80 euro al litro. Il brusco risveglio dopo i brindisi di capodanno è giunto dalla pubblicazione specialistica Quotidiano Energia. A livello paese la tariffa media applicata variava ieri tra gli 1,729 euro al litro di Shell agli 1,738 di Ip con un minimo di 1,640 per i «no-logo». Tamoil è l’ unica tra le compagnie petrolifere ad aver aggiustato i listini (+0,4% sulla verde), mentre tutte le altre hanno «subito» gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. Ne è la riprova il fatto che il prezzo del gasolio continua ad aggirarsi attorno agli 1,70 euro per litro, mentre il Gpl viaggia sugli 0,75 euro. Tra le giunte interessate ci sono quelle di Piemonte, con un aumento di 2,85 centesimi, Toscana (+5 centesimi, 6,1 cent inclusivi dell’ Iva), Lazio (+2,6 cent), Liguria (+2,5 cent), Marche (+5 cent) e Umbria (+4 cent). Un capodanno col botto è il caso di dire, visto che nelle Marche i prezzi medi alla pompa si sono assestati a 1,8 euro, soglia superata talvolta presso i distributori di Liguria e Toscana. Nel Lazio la media è di 1,758 euro al litro con massimi di 1,776 euro. Per Federconsumatori, in questo modo, «gli automobilisti spenderanno 192 euro in più per i propri pieni di benzina nel 2012». Un aumento «incredibile», secondo il presidente Rosario Trefiletti, e per il collega Elio Lannutti di Adusbef, anche perché «incidono sulla determinazione dei prezzi dei beni». A partire da quelli agroalimentari, dice Coldiretti, secondo cui tra aumento di pedaggio autostradale e carburante si avrà un rincaro nel settore alimentare di 161 euro annui. Una situazione «drammatica» che richiede «interventi tesi a calmierare i listini», avverte il Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori). Le associazioni confermano lo «sciopero della benzina» per il 5 e 6 gennaio a meno che il ministro Corrado Passera deciderà di convocare «un unico tavolo di confronto» per stabilire nuove regole sul rafforzamento della concorrenza e lotta alle speculazioni.
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