29 Dicembre 2011

Filobus, l’ Adoc va al Tar «Sanzioni per i ritardi»  

Filobus, l’ Adoc va al Tar «Sanzioni per i ritardi»
 

LECCE – Mentre ieri sono iniziati gli esami per il rilascio delle patenti ai sette autisti del filobus, ben nove associazioni si preparano a dare battaglia al Comune attraverso una class action motivata dal forte ritardo fin qui accumulato nell’ attivazione dell’ infrastruttura. Adusbef Puglia, Movimento difesa del cittadino, Adoc ([email protected]), Confconsumatori, Codacons, Casa del consumatore, Avvocati dei consumatori, Grilli salentini ed Aeeos sostanzieranno la loro protesta con un ricorso al Tar di Lecce sulla base di quanto previsto dal decreto legislativo 198 del 20 dicembre 2009. La battaglia Tecnicamente l’ azione che s’ intende innescare è un ricorso «per l’ efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici» alla base del quale non ci sono, però, finalità risarcitorie. I cittadini, infatti, dalla class action devono aspettarsi l’ accertamento di eventuali responsabilità a carico di pubblici funzionari, in questo caso quelli che a Palazzo Carafa hanno avuto un ruolo nell’ iter di attivazione della filovia. Il coordinatore dell’ Adoc di Lecce, Alessandro Presicce, spiega: «Intendiamo agire nei confronti del Comune per i pregiudizi prodotti ai leccesi mediante la mancata attivazione del filobus attesa da diversi anni. Sarà il giudice amministrativo a verificare se qualcuno, a palazzo di città, non ha fatto la propria parte fino in fondo. Se saranno individuate delle responsabilità ci aspettiamo che siano punite con adeguate sanzioni o provvedimenti disciplinari». La class action segue una diffida che Adoc ha presentato mesi fa per gli stessi motivi nei confronti di Palazzo Carafa. «L’ iniziativa non mi sorprende – commenta l’ assessore comunale alla Mobilità, Giuseppe Ripa – ma si deve tenere conto che le responsabilità vanno spalmate su una serie di amministrazioni tra cui ministero delle Infrastrutture, Regione Puglia e Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, ndr). Il Comune, quindi, è in buona compagnia. Ricordo che la Regione finanziò il filobus nel 2005 con circa 6 milioni di euro, ma all’ atto del primo collaudo, avvenuto nel febbraio 2010, scoprì che il sistema di trasporto non era contemplato nell’ apposito regolamento regionale». La difesa Altro esempio: «Sempre la Regione ha fornito i due nominativi di sua competenza per la commissione di collaudo dopo otto mesi dalla richiesta – sottolinea l’ assessore Giuseppe Ripa -. Quindi noi accettiamo tutte le osservazioni perché è giusto che si facciano, però occorre correttezza: se ci si muove lo si deve fare nei confronti di tutti gli attori». Intanto, ieri, come da programma, la commissione d’ esame, presieduta dal direttore dell’ Ustif di Bari, Alessandro De Paola, ha avviato le prove orali previste per il rilascio dei permessi di guida ai conducenti. Oggi inizieranno i test su strada. Poi, per l’ avvio della linea 3 del filobus, che, secondo quanto annunciato il 3 dicembre scorso dal sindaco Paolo Perrone, doveva avvenire il 27 dicembre, occorrerà il nullaosta del ministero delle Infrastrutture. La filovia è costata in tutto 22.029.985 ed ha comportato l’ installazione di 850 pali e 26 chilometri di cavi elettrici. Dopo l’ avvio dell’ inchiesta giudiziaria su un presunto riciclaggio di denaro e mazzette legate alla costruzione dell’ opera, Paolo Perrone ha annunciato che chiederà la nullità del contratto e lo smantellamento dell’ intero sistema di trasporto qualora dovesse essere accertata l’ esistenza di una truffa ai danni dei cittadini leccesi. Antonio Della Rocca RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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