29 Dicembre 2011

Capodanno, botti vietati in 830 comuni: alt anche a Bari

Capodanno, botti vietati in 830 comuni: alt anche a Bari

DA MILANO  H a scelto di dare l’ annuncio sulla sua bacheca Facebook: «A furor di popolo – proclama sul social network il sindaco di Bari, Michele Emiliano – ho deciso di adottare l’ ordinanza che vieta i botti di Capodanno al fine di tutelare la sicurezza delle persone e di altri esseri viventi ». In poco più di mezz’ ora, la decisione ha raccolto 386 consensi e qualche nota scettica: che genere di sanzioni saranno adottate – si chiedono i diffidenti – per i trasgressori? Come verranno effettuati i controlli? «È chiaro che si tratta di un inizio – spiega il sindaco – e che i risultati difficilmente saranno decisivi. Ma è evidente che Bari deve e può fare questo ulteriore salto di civiltà». L’ unica città in tutta la Puglia: nel resto d’ Italia sono 830 – in pratica uno su dieci, tra cui anche grandi centri come Torino e Venezia – i Comuni che hanno messo al bando fuochi e petardi nella notte di San Silvestro. La maggior parte di quelli che hanno adottato l’ ordinanza si trova nel centro-nord. È probabile un Capodanno senza i tradizionali fuochi d’ artificio anche a Milano: con il raggiungimento del settimo giorno consecutivo di Pm10 oltre i limiti è scattata in automatico la fase 1 dell’ ordinanza antismog che prevede il «divieto di uso e di accensione di fuochi d’ artificio, giochi pirici e pirotecnici, fumogeni, petardi e di ogni strumento per l’ emissione di fumo o gas visibile». Per i trasgressori, multe fino a 500 euro. A Napoli, invece, dove si possono ancora sparare botti in quantità, è partita la campagna di sensibilizzazione promossa dal Comune contro l’ utilizzo dei fuochi d’ artificio illegali. Sui manifesti le foto di cipolle, palloni, pacchi e ciambelle alla crema, quattro oggetti di uso comune che però hanno ceduto il nome a botti tra i più pericolosi nel commercio clandestino. Una seconda attività di sensibilizzazione sempre promossa dal Comune – in collaborazione con l’ ospedale Cardarelli e con l’ assistenza della Polizia Municipale – è l’ organizzazione di un ciclo di incontri nelle classi delle scuole cittadine per far conoscere ai ragazzi la reale pericolosità dei botti illegali e i rischi ai quali si va incontro raccogliendo i fuochi inesplosi. Il fronte di chi vorrebbe un inizio d’ anno libero dal frastuono si allarga: il Codacons chiede ai sindaci italiani di vietare «una primitiva e pericolosa usanza che ogni anno – sottolinea l’ associazione – provoca centinaia di feriti, anche gravi». «È bene precisare – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – che i botti sono tutti pericolosi». Anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un allarmante aumento delle polveri sottili: «La conseguenza è che il primo dell’ anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo». A correre i maggiori rischi sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie o di malattie correlabili all’ inquinamento. Altra nota dolente, le conseguenze delle esplosioni sugli animali: secondo l’ Aidaa – l’ Associazione italiana difesa animali e ambiente – in Italia cinquemila bestiole, domestiche e no, perdono la vita ogni anno nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, senza contare le migliaia che scappano e si perdono. E a Milano scatta l’ ordinanza antismog che impedisce l’ uso di fuochi d’ artificio, giochi pirici, petardi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this