28 Dicembre 2011

Zampognari multati perché senza permesso, la protesta del Codacons: "Liberalizzare"  

Zampognari multati perché senza permesso, la protesta del Codacons: "Liberalizzare"
 

 MILANO – Occorre liberalizzare le esibizioni degli artisti da strada, oltre che i saldi. Lo sollecita il Codacons, denunciando che martedì a Milano quattro zampognari, che si esibivano con le cornamuse in corso Vittorio Emanuele, sono stati multati dai vigili urbani perché non avevano il permesso. Contravvenzione da 100 euro a testa. A segnalarlo un passante che ha cercato invano di protestare con i vigili, evidenziando come non facessero male a nessuno e, anzi, contribuissero a creare un clima natalizio". I PRE-SALDI – "Ci domandiamo perché i vigili multino solo gli zampognari e non anche i commercianti che, in violazione della normativa regionale, praticano già i saldi nel 75% dei negozi e che dovrebbero essere multati con una sanzione da 500 euro", afferma Marco Donzelli, il presidente del Codacons, secondo il quale "è giunta l’ ora di liberalizzare sia il periodo dei saldi che le esibizioni degli artisti di strada". Per esibirsi in pubblico, ricorda l’ associazione, occorre presentare una domanda da 7 a 3 giorni prima della data di rappresentazione, indicando la via, l’ ora di inizio e di termine dell’ esibizione. Un "assurdo", commenta il Codacons: "È contro la natura stessa dell’ artista di strada, infatti, dover comunicare prima la via e l’ orario dove si intende suonare, anche perché gli zampognari, tipicamente, si esibiscono camminando e cambiando di continuo luogo". NON OCCUPANO SUOLO – Donzelli evidenzia anche che quando "non vi è occupazione di suolo pubblico, come in questo caso, è sufficiente che nel regolamento si stabiliscano le modalità della rappresentazione, senza necessità di dover compilare un modulo di autorizzazione da presentare alla Polizia Municipale, tanto più che la domanda è gratuita e la richiesta non può essere negata, salvo appunto nei casi sopra indicati". Per il Codacons l’ arte di strada "è cosa ben diversa dalla vendita abusiva di prodotti contraffatti" e "deve continuare a poter essere esercitata liberamente".

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