Anche il cenone diventa low cost
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fonte:
- Il Tempo
Sensibile contrazione dei consumi in ogni settore. L’allarme delle associazioni
Dopo il tragico scatto fornito dal Codacons sul Natale più povero degli ultimi dieci anni, le associazioni di categoria ciociare confermano la crisi che colpisce la popolazione. Meno regali sotto l’ albero e un cenone low cost, con un menù creato attorno ai sapori semplici della tradizione locale, consumato in casa per la maggior parte dei ciociari. "I consumi, con le varie stangate fiscali, si sono contratti ancora di più". Ad affermarlo è l’ avvocato Manuela Malizia, presidente provinciale della Lega consumatori di Frosinone. "Ci sono problemi reali, non ci sono più soldi – continua l’ avv. Maliziola – Molte persone sono state costrette a farsi staccare il gas già dallo scorso mese perché non hanno più il denaro necessario per pagare le bollette. In questa realtà si è preferito fare piccoli e utili regali, anche alimentari. Si è registrata una forte tendenza, infatti, per prodotti tipici come l’ olio, il miele e i formaggi. Per l’ abbigliamento – ha concluso il presidente di Lega consumatori ciociara – si attenderanno i saldi del 5 gennaio. Forse una Befana un po’ più ricca di Babbo Natale quest’ anno. Sempre senza esagerazioni, però". Anche il presidente della Federconsumatori di Frosinone Gianni Nardone ha lanciato un grido d’ allarme: "Purtroppo le nostre previsioni negative sono risultate sottostimate. Infatti, in pressoché tutti i settori si è verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno. È chiaro, quindi, che da tutto ciò deriva l’ urgente necessità di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1.129 euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi, soprattutto nella nostra provincia". Stessa opinione dai commercianti costretti a proporre offerte e promozioni che diminuiscono i propri guadagni. Un campanello d’ allarme, poi, dai negozianti del centro cittadino che vedono perdere acquirenti a vantaggio dei centri commerciali anche fuori porta. Un incremento si è registrato anche per gli acquisti su internet, aumentati, secondo la Confcommercio, del 5,6% rispetto al 2010. Dalla Federconsumatori, secondo una stima ufficiale, la spesa media a famiglia è stata di 166 euro e i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa hanno registrato il -18% sull’ abbigliamento e le calzature, -24% per mobili, arredamento ed elettrodomestici, -7% per profumeria e cura della persona, -3% per giocattoli, -1,5% per l’ alimentare, stabile l’ editoria (libri e cd) e -8% per il turismo. Insomma, un quadro desolante.
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