Assegni clonati e soldi restituiti
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fonte:
- La Città di Salerno
• Può capitare che controllando il proprio conto corrente online, ci si accorga dell’ emissione di un assegno da 9.000 euro e che per poco non ci venga un colpo? "Se poi la banca nega ogni responsabilitá?" "E’ ovvio che lo faccia, anzi sarebbe troppo aspettarsi il contrario". E’ recente un provvedimento di condanna da parte della Banca d’ Italia nei confronti del Monte dei Paschi Siena, proprio per l’ assegno di cui abbiamo parlato sopra. Dal momento che la banca negava ogni sua responsabilitá, mi sono rivolto all’ ABF (Arbitrato Bancario e Finanziario) sede di Napoli che, dopo aver accertato la buona fede e la diligenza del cliente della banca nel ben custodire il carnet degli assegni e non aver fornito a nessuno le proprie credenziali, dopo aver pure rilevato l’ assoluta estraneitá dello stesso all’ operazione illegittima, ha riconosciuto la banca responsabile dell’ addebito a mezzo dell’ assegno clonato ai sensi dell’ articolo 1176 comma II c.c. e l’ ha condannata alla restituzione dei 9.000 euro. La banca avrebbe dovuto verificare con accortezza e diligenza tecnica la negoziazione del titolo di credito. Se c’ è una firma depositata, come si fa a pagare 9.000,00 con firma ed assegno palesemente falsi? Mica stiamo parlando di bruscolini. L’ A.B.F. rappresenta un veloce, conveniente ed efficiente strumento di tutela dei diritti dei consumatori che pagano solo 20 euro per la procedura; diversamente, attraverso la mediazione "ordinaria" civile obbligatoria, come prevista e disposta dal d. lgs 28/2010, per recuperare la somma di 9.000 euro sarebbe stato necessario pagare 240 euro peraltro senza la certezza, dopo anche 4 mesi di attesa, di una risoluzione positiva della questione. * Ufficio Legale Codacons Campania.
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