Caro ministro Passera, basta con le passerelle
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fonte:
- Affari Italiani
Ill.mo Ministro dello Sviluppo Economico Prof. Dr. Corrado Passera Via Vittorio Veneto n. 33 00187 ROMA Oggetto: Rinuncia partecipazione del Codacons alla XII sessione programmatica del CNCU Ill.mo Sig. Ministro, Il Codacons, l’ associazione leader del mondo consumerista (quest’ anno circa 100.000 mila citazioni sui media) ha deciso di non partecipare alla XII sessione programmatica del CNCU che si terrà a Milano il 24 e 25 gennaio 2012, per protestare contro quella che riteniamo essere l’ ennesima inutile passerella sulle già note problematiche dei consumatori. Lasciamo il nostro posto ad una delle altre sigle di provenienza partitica o sindacale o dell’ insipiente interesse generale.A nostro avviso è ormai giunta l’ ora di passare dalla sterile elencazione delle cose che non vanno, a nuove e più concrete forme di partecipazione delle associazioni dei consumatori affinché possano avere un ruolo effettivo nella stesura delle possibili soluzioni. Basta, insomma, ai pareri consultivi non vincolanti che nessuno legge e di cui nessuno tiene conto. Pareri di cultura e di progresso e scomodi solo alla classe politica, di tutte le connotazioni ed alle lobbies. Noi saremo al Suo fianco ed al fianco del prof. Mario Monti se Lei vorrà effettivamente liberalizzare questo Paese . Ma per fare questo occorre, nel suo stesso interesse, che le associazioni dei consumatori siano convocate in modo permanente dal Governo, come controparte dei farmacisti, tassisti, edicolanti e, noi aggiungiamo, banche, assicurazioni, compagnie petrolifere, compagnie telefoniche… Per conoscere la consistenza reale del nostro paese, dei suoi problemi, sapere delle possibili soluzioni, sarebbe sufficiente frequentare solo un pò di più la società civile, di cui il mondo associazionistico costituisce un presidio avanzato di studio. Così come il suo Governo intende riformare il mercato del lavoro, convocando, uno di fronte all’ altro, sindacati e associazioni imprenditoriali, al pari dovrà fare se intende eliminare i privilegi delle caste che impediscono lo sviluppo di questo Paese. Non è un caso che a nessun Governo, nemmeno all’ attuale, è mai venuto in mente di convocare il Codacons accanto a Cgil, Confindustria, Confesercenti .…. per illustrare, ad esempio, una manovra. Le associazioni dei consumatori non sono mai state considerate come parte sociale e, di conseguenza, le istanze che noi rappresentiamo non sono mai state al primo posto dell’ agenda dei politici. Eppure siamo il terzo lato del triangolo. Come mai? Forse perché elettoralmente contiamo poco e l’ orizzonte di molti politici è la rielezione? Forse! Ma certamente perché nessuno ha ancora capito che il vero problema dell’ Italia è aumentare la concorrenza in quei settori chiave (banche, assicurazioni, luce, gas, benzina, telefonia…) che hanno prezzi superiori a tutto il resto d’ Europa, finendo così per ridurre sul lastrico le famiglie e diminuendo anche la competitività delle nostre imprese. Ma se si vuole fare questo, è solo riconoscendo un ruolo alle associazioni dei consumatori che si potrà procedere.S ono tanti gli argomenti su cui il Codacons è impegnato a proporre ed interviene, forse troppi. Non ci è di meno noto però che i temi su cui muoviamo il pensiero , come è accaduto sempre in passato, saranno le conclusioni a cui il Parlamento arriverà con un ritardo solitamente decennale ; talvolta però il ritardo è esiziale. Chi ha a cuore la cultura del domani e non dell’ oggi, dei molti e non dei pochi, dei disuguali e non solo degli uguali, può molto. Se vorrà dare una svolta a questo Paese, dunque, noi siamo e resteremo a Sua disposizione. Grazie per l’ attenzione. Con osservanza.
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