Consumi, redditi e investimenti l´Italia va in retromarcia -0,2% il Pil del terzo trimestre
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fonte:
- la Repubblica
È RECESSIONE: lo ha detto la Confindustria, lo ha predetto l´Abi. Manca solo il «sì» definito dell´Istat che, pur parlando di un Pil in declino, non ha ancora pronunciato «l´orrido» vocabolo per il semplice motivo che – ad essere precisi – per definire una recessione bisogna certificare un arretramento economico per sei mesi di fila. I primi tre sono già ufficiali: nel periodo luglio-agosto-settembre – segnala l´istituto di statistica – il Pil è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente: non accadeva dalla fine del 2009. Ma tutto lascia pensare che non sia finita qui. Ne é sicura la Confindustria, che stima per il 2012 un prodotto interno lordo in calo dell´1,6 per cento («ma la caduta potrebbe essere peggiore» ha detto la Marcegaglia). Lo teme anche l´Abi: l´associazione bancaria fa una previsione meno negativa di quella delle imprese (l´anno prossimo il Pil è segnalato in diminuzione dello 0,7), ma il messaggio non cambia. Per famiglie e aziende i prossimi saranno mesi duri: «Tutte le componenti della domanda interna sono in diminuzione precisa l´Istat». Diminuisce la spesa delle famiglie (meno 0,2) quella delle pubbliche amministrazioni (meno 0,6) e gli investimenti (meno 0,8 per cento). Aumentano le pressioni affinché il governo passi alla «fase due», quella volta al rilancio: «Siamo in recessione, ma Monti ancora non lo sa» commentano i consumatori del Codacons. Bersani, leader del Pd, avverte: «Non ci salviamo senza cambiamento e coesione: ora serve un menù per la crescita».
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