17 Dicembre 2011

Tessera del tifoso, adesso la palla torna al Tar

Tessera del tifoso, adesso la palla torna al Tar

 Se il tribunale accogliesse il ricorso, il prossimo passo sarebbe svincolare la tessera dalla carta prepagata. La Spezia . Il Consiglio di Stato ha parlato: sulla "tessera del tifoso" bisogna fare chiarezza. Perché "l’ abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’ utente) tra il rilascio della tessera di tifoso (istituita per finalità di prevenzione generale in funzione di una maggiore sicurezza negli stadi) e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente (nella misura in cui si provi che l’ uso della carta non sia funzionale ad assicurare le finalità proprie della tessera del tifoso) la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo". Ovvero: se lo scopo della tessera è quello di fornire uno strumento attraverso il quale escludere dalle trasferte chi abbia alle spalle episodi di violenza da stadio, non si capisce perché questo strumento debba essere (in molti casi) contemporaneamente anche un prodotto bancario. "Per il tifoso, l’ ottenimento della tessera appare condicio sine qua per poter essere ammesso, nelle giornate di trasferta della propria squadra, nel reparto dello stadio riservato agli ospiti, di guisa che appare verosimile che l’ acquisizione di tale utilità potrebbe indurlo a compiere un’ operazione commerciale ( sottoscrizione della carta prepagata) che non avrebbe altrimenti compiuto". Cioè: vuoi andare in trasferta? Firma un contratto con la banca. In una parola: una presunta pratica commerciale scorretta. Codacons e Federsupporter ottengono quindi la prima vittoria nella battaglia che da subito avevano ingaggiato contro la "tessera", ma questa – è bene sottolinearlo – rimane ad oggi valida ed obbligatoria per andare in trasferta. Il Consiglio di Stato infatti dice per adesso che "i motivi addotti a sostegno dell’ appello cautelare inducono a ritenere che la controversia meriti di essere approfondita e definita nel merito". Nella fattispecie sarà il Tar del Lazio, che già si era espresso a favore della legittimità della tessera, a doversi nuovamente pronunciare, e poi eventualmente si dovrà trovare una nuova formula per la carta. Nel caso il Tar del Lazio accogliesse questa volta il ricorso, si dovrà innanzitutto svincolare il tifoso dal sottoscrittore della carta prepagata, facendo della tessera una sorta di "documento di riconoscimento del tifoso da stadio" da utilizzare per poter acquistare un abbonamento o un biglietto di trasferta. Vale a dire, invece di presentare la carta d’ identità all’ acquisto del tagliando – cosa che succede da anni con l’ introduzione del "biglietto nominale" -, si dovrà presentare la tessera. E in quel caso verrebbe da chiedersi quale sia in definitiva la ratio di questo strumento.

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