Inflazione, lieve frenata in novembre ma è super il rincaro degli alimentari
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. A novembre l’ inflazione rallenta leggermente, passando al +3,3 per cento dal +3,4 per cento di ottobre. Un piccolo passo indietro che, però, interrompe una rincorsa che andava avanti da ben sedici mesi. Fin qui l’ Istat conferma le stime provvisorie diffuse due settimane fa. Ma se si guarda ai prodotti che rientrano nella lista degli acquisti quotidiani, dagli alimentari ai carburanti, i rincari proseguono anche a novembre, con i prezzi del carrello della spesa che salgono del 4,2 per cento, raggiungendo così il rialzo maggiore dall’ ottobre del 2008, ovvero da oltre tre anni. Tornando al tasso d’ inflazione complessivo, se su base annua l’ indice cresce ancora a ritmi sostenuti, rispetto al mese precedente addirittura cala (-0,1 per cento). L’ effetto dell’ aumento Iva a novembre sembra così essersi affievolito. Probabilmente l’ aggiornamento dei listini alla nuova aliquota, dopo l’ exploit di ottobre, si è arrestato. D’ altra parte nel mese che precede le feste natalizie i prezzi restano sempre piuttosto calmi. A rendere quest’ anno prudenti i commercianti c’ è però anche lo spettro dei bassi consumi. Intanto, l’ inflazione acquisita, quella che si registrerebbe a fine anno se non ci fossero cambiamenti, si stabilizza al 2,7 per cento. Se il tasso sarà confermato dalla prossima rilevazione, si registrerà un forte balzo a confronto con il 2010, quando risultò pari all’ 1,5 per cento. Analizzando i diversi capitoli di spesa, a novembre prosegue la crescita per i prezzi dei beni energetici, con la benzina salita del 16,6 per cento e il diesel del 21,1 per cento. Colpisce poi il netto rialzo registrato per i prodotti della tavola che segnano un +3,1 per cento. Un rincaro così forte per gli alimentari non si verificava da inizio 2009. In particolare aumentano i prezzi di caffè, zucchero e frutta fresca. Ma c’ è anche qualche calo, almeno su base mensile (biglietti aerei, alberghi, pacchetti vacanza). Allargando lo sguardo al Vecchio Continente, con riferimento ai dati Eurostat, l’ inflazione a novembre nei Paesi dell’ Eurozona resta stabile al 3 per cento. In base al tasso armonizzato per i Paesi dell’ Unione Europea, il Belpaese evidenzia una variazione superiore alla media (3,7 per cento). Le organizzazioni dei consumatori lanciano l’ allarme caro vita: per il Codacons a un’ inflazione del 3,3 per cento equivale una stangata, su base annua, pari a 970 euro, mentre per Federconsumatori e Adusbef «una simile crescita dei prezzi nonostante il disastroso andamento dei consumi, in netto calo persino nel settore alimentare (-4 per cento) e in occasione delle festività natalizie (-7 per cento), non vi è altra spiegazione se non la speculazione». Anche dalle associazioni degli agricoltori arrivano commenti preoccupati, la Coldiretti fa notare come a causa della corsa dei prezzi ben un italiano su tre taglierà la spesa per il Natale. A. A.
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