Carrello della spesa, volano i prezzi
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- Trentino extra
TRENTO. A novembre l’ inflazione frena a livello nazionale, ma continua a correre a Trento: il mese scorso ha raggiunto il 2,4%, con un aumento del 3,3% rispetto a un anno fa e dello 0,4% rispetto a ottobre. A preoccupare di più, nell’ ultimo mese, è l’ impennata dell’ 1% dei prodotti alimentari: fare la spesa costa di più, per l’ Istat si tratta del rincaro più forte dall’ inizio del 2009. Secondo il Codacons è in arrivo una stangata per le famiglie di 970 euro e si farà sentire sia sui pensionati che sui dipendenti pubblici: «I dati dimostrano che l’ impennata dei prezzi di settembre e di ottobre, e il fatto che a novembre sostanzialmente non scendono, restando altissimi nonostante il crollo della domanda avrebbe dovuto farli precipitare, è dovuta all’ aumento dell’ Iva e delle accise sui carburanti». Dal canto loro, i tecnici dell’ Istat spiegano che l’ effetto dell’ aumento dell’ aliquota Iva (passata dal 20 al 21%) resta ma in forma più attenuata rispetto ad ottobre che era il primo mese su cui pesava l’ effetto dei rincari. A novembre – informa il Servizio statistica della Provincia – l’ indice dei prezzi è aumentato a Trento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,3% rispetto a novembre 2010. Il tasso medio d’ inflazione è pari al 2,4%, contro il 2,7% a livello nazionale. Ma è andando a guardare i singoli capitoli di spesa che si notano gli aumenti più forti. Il dato più alto è quello dei trasporti: 7,1% il tasso medio con un rincaro dell’ 8,6% rispetto a un anno fa nonostante la lieve flessione registrata a novembre (-0,2%). L’ impennata mensile colpisce soprattutto prodotti alimentari e bevande analcoliche: la spesa costa a novembre l’ 1% in più di ottobre (con i prezzi che in questo caso corrono più veloci che a livello nazionale), in un anno l’ aumento è pari al 3,3%. Crescono – e non è certo una novità – anche i prezzi delle bollette (acqua, elettricità) e dei combustibili: rispetto al novembre 2010 siamo ad un aumento del 5,4% e la media si attesta sul 3,9%. Su anche alcolici e tabacchi, questi ultimi destinati a crescere ancora di più con gli ultimi rincari contenuti nella manovra Monti. In aumento anche abbigliamento e calzature, mobili e servizi per la casa. Un’ altra voce dove i prezzi corrono di più nell’ ultimo mese – in controtendenza con il dato nazionale – è quella degli alberghi e dei pubblici esercizi: 1% in più contro una flessione pari a livello nazionale, e un aumento annuo del 3,3%. Per trovare prezzi in calo occorre andare alle voci cultura, ricreazione e comunicazioni. Una riduzione, quella che riguarda i servizi culturali e ricreativi, sottolineata anche dall’ Istat, e che è alla base della frenata dell’ inflazione su scala nazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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