L’inflazione rallenta, ma tanti prezzi corrono
E dentro il carrello aumenti record
ROMA A NOVEMBRE l’ inflazione rallenta leggermente, passando al +3,3% dal +3,4% di ottobre. Un piccolo passo indietro che, però, interrompe una rincorsa che andava avanti da ben sedici mesi. Fin qui l’ Istat conferma le stime provvisorie diffuse due settimane fa. Ma se si guarda ai prodotti che rientrano nella lista degli acquisti quotidiani, dagli alimentari ai carburanti, i rincari proseguono anche a novembre, con i prezzi del carrello della spesa che salgono del 4,2%, raggiungendo così il rialzo maggiore dall’ ottobre del 2008, ovvero da oltre tre anni. TORNANDO al tasso d’ inflazione complessivo, se su base annua l’ indice cresce ancora a ritmi sostenuti, rispetto al mese precedente addirittura cala (-0,1%). L’ effetto dell’ aumento Iva a novembre sembra così essersi affievolito. Probabilmente l’ aggiornamento dei listini alla nuova aliquota, dopo l’ exploit di ottobre, si è arrestato. D’ altra parte nel mese che precede le feste natalizie i prezzi restano sempre piuttosto calmi. A rendere quest’ anno prudenti i commercianti c’ è anche lo spettro dei bassi consumi. Scenario avvalorato dalla Coldiretti sulla base di un studio Swg secondo cui un italiano su tre per le festività taglierà le spese: il 42 per cento, infatti, spenderà meno per il divertimento, il 41 per cento per le spese ?irregolari’, cioè non ripetute, e il 40 per cento per l’ abbigliamento. Analizzando i diversi capitoli di spesa a novembre prosegue la crescita per i prezzi dei beni energetici, con la benzina salita del 16,6% e il diesel del 21,1%. Colpisce il netto rialzo registrato per i prodotti della tavola che segnano un +3,1%. Un rincaro così forte per gli alimentari non si verificava da inizio 2009, in particolare aumentano i prezzi di caffè (+16,5%), zucchero (+17,2%), riso (+6), formaggi (5,1%), yogurt (+3,5%) e frutta fresca (2%). Ma c’ è anche qualche calo, almeno su base mensile (biglietti aerei, alberghi, pacchetti vacanza). ALLARGANDO lo sguardo al Vecchio Continente, con riferimento ai dati Eurostat, l’ inflazione a novembre nell’ eurozona resta stabile al 3%. In base al tasso armonizzato per i Paesi dell’ Ue, l’ Italia evidenzia una variazione superiore alla media (3,7%). Le organizzazioni dei consumatori, intanto, lanciano l’ allarme caro vita: per il Codacons a un’ inflazione del 3,3% equivale una stangata, su base annua, pari a 970 euro; mentre Federconsumatori e Adusbef quantificano il ?salasso’ sul potere d’ acquisto delle famiglie di oltre 1.668 euro solo per l’ aumento di prezzi e tariffe. PER UNA SIMILE crescita dei prezzi nonostante il disastroso andamento dei consumi, in netto calo persino nel settore alimentare (-4%) e in occasione delle festività natalizie (-7%), non vi è altra spiegazione se non la speculazione, affermano i consumatori.
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