Tg La7, Mentana lascia? «Mi denunciate, addio»
Enrico Mentana sbatte la porta del TgLa7. Ieri infatti ha presentato le sue dimissioni come già aveva fatto a Mediaset nel febbraio del 2009, dopo 13 anni di Tg5 e 400 puntate di «Matrix», per «non abbozzare su Englaro». La rinuncia a guidare il resuscitato TgLa7 (dal 2 al 10% di share) è stata decisa in polemica con il Cdr, reo di averlo «denunciato alla magistratura ordinaria». Oggetto del contendere: un comunicato della Federazione nazionale della stampa che il giornalista ha deciso di non leggere malgrado le richieste del sindacato. Ma le dimissioni diventano un giallo. Telecom Italia Media, proprietaria de La 7, assicura che «non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale»; anzi l´azienda – il cui titolo, dopo la notizia, è crollato del 4% – «esprime la più ampia solidarietà e auspica la veloce ricomposizione del dissidio». Anche il comitato di redazione smentisce la denuncia. «È una notizia falsa quella riferita da Mentana», ci tiene a sottolineare Ferrante, membro del Cdr. La Fnsi ha mandato un comunicato, chiedendo di pubblicarlo, e il Cdr ha fatto solo da tramite con Mentana che non ha ritenuto di leggere il comunicato durante il Tg, «ma da noi non è partita nessuna denuncia», ribadisce Ferrante, rinnovando la stima al giornalista. «Sembra una reazione iperbolica», fa sapere dal canto suo il segretario Fnsi, Siddi. «Né il Cdr, né la Fnsi hanno mai denunciato Mentana». È stata in effetti l´Associazione Stampa Romana, d´intesa col Cdr, a dare mandato a un avvocato di sporgere denuncia «per comportamento antisindacale» contro La7 e contro il direttore del Tg che si è rifiutato di leggere il comunicato della Fnsi che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici, indetto nell´ambito della mobilitazione di Cgil-Cisl-Uil e Ugl contro la manovra del governo Monti. «Sono rituali, che semmai hanno avuto un senso, certo non lo hanno ora. Faccio il giornalista e do notizie per i telespettatori, non leggo comunicati di altri», aveva replicato a caldo il giornalista. E ieri ha rilanciato: «ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. E ora è impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato». E poi, ha aggiunto infuriato, «se era un´iniziativa unilaterale di Asr, potevano sottolinearlo». Mentana torna così sul mercato, proprio a due giorni dalla decisione del Cda Rai di ´dimissionarè Minzolini, consegnando ad interim a Maccari la direzione del Tg1. Si dovrà scegliere il nuovo direttore entro il 31 gennaio, dunque c´è un margine di tempo per lavorare sul ritorno in Rai di Mentana dopo circa 20 anni dall´addio a Viale Mazzini. Dai piani alti, però, smentiscono qualsiasi contatto. Nel frattempo, si apre il dibattito. Per i colleghi Feltri e Ferrara, il Cdr dovrebbe chiedergli scusa. Roberto Saviano spera che La7 «non rinunci a un fuoriclasse come lui» e anche il Codacons dal canto suo esprime profonda amarezza per le dimissioni, mentre il capogruppo Udc in commissione Vigilanza Rai, Rao, commenta: «Mentana è il candidato naturale alla direzione del Tg1». Anche Perina (Fli) insiste: questa «è un´occasione che la Rai non può perdere». FRATTANTO l´assemblea dei giornalisti de La7 chiede a Enrico Mentana «di restare alla guida del Tg che sotto la sua direzione ha raggiunto risultati straordinari, rilanciando l´emittente». Poi in serata arriva una dichiarazione distensiva del direttore dimissionario, che aveva già escluso preliminarmente un passaggio alla Rai come ipotizzato da alcuni esponenti del Terzo Polo. «Le nubi si diradano, la notte porta consiglio», ha detto Mentana. «Ma penso che a questo punto la maggior parte delle ruggini sono state eliminate».
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