15 Dicembre 2011

TESSERA DEL TIFOSO La «card» funziona. Perciò la toglieranno

TESSERA DEL TIFOSO La «card» funziona. Perciò la toglieranno

Meno scontri, meno feriti,
meno forze di polizia impegnate.
Sono i risultati nero su bianco della
“tessera del tifoso”. Quella stessa
tessera che ieri il Consiglio di
Stato ha dichiarato parzialmente
illegittima. Una sentenza che lascia
perplessi echerischia di vanificare
il lavoro fatto in questi anni
dall’Osservatorio sullo sport voluto
dall’ex ministro Maroni.
Fin da subito l’istituzione della
“tessera del tifoso”aveva suscitato
le proteste degli ultrà e anche delle
associazioni dei consumatori. E
proprio da queste ultime era partito
il ricorso alla magistratura. In
un primo momento il Tar del Lazio
lo aveva respinto, ieri invece il
Consiglio di Stato ha ribaltato la
sentenza perché sussisterebbe
«una pratica commerciale scorretta
ai sensi del Codice del consumo
». In discussione, per i giudici,
non ci sarebbe tanto la legittimità
dell’istituzione “tessera del tifoso”,
ma il fatto che per ottenerla si
deve essere in possesso di una carta
di credito ricaricabile appositamente
sottoscritta con una banca.
Per questo il Consiglio di Stato ha
ordinato al Tar del Lazio di fissare
una nuova udienza e discutere il
ricorso presentato da Codacons e
Federsupporter, valutando la sussistenza
delle illegittimità denunciate
dai due enti.
In attesa di capire il futuro della
“tessera del tifoso” (si dovranno
spettare le motivazioni della sentenza)
resta un po’ di amaro in
bocca per una sentenza che rischia
di vanificare il lavoro fatto
per rendere gli stadi più sicuri.Nel
settembre scorso era stato lo stesso
Maroni a riassumere i dati del successo di questa iniziativa: meno
36% di scontri e feriti rispetto al
campionato2009/2010; meno6%
d’impiego per le forze dell’ordine
(con conseguente riduzione delle
spese a carico del contribuente),
ma soprattutto le 809mila tessere
sottoscritte.
Dopo la decisione di ieri le associazioni
dei consumatori hanno
gridato vittoria, il presidente federale
Abete ha preso tempo, mentre
l’attuale ministro dell’Interno
Anna Maria Cancellieri si è limitata
a spiegare che c’è «grande rispetto,
sempre, per le sentenze». Il
suo predecessore (ed inventore
della tessera) Roberto Maroni ha
spiegato che «al di là degli aspetti
commerciali della tessera, essa si è
rivelata uno strumento efficace
contro la violenza negli stadi. Mi
auguro che il nuovo governo la
confermi». Sulla stessa linea l’Os –
servatorio sullo sport: «lapronuncia
non influisce sulla legittimità
della tessera, che continuerà ad
essere necessaria per andare in
trasferta».

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