Scontro sul Colosseo tra Alemanno e Cecchi
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fonte:
- Corriere della Sera
«Impedimenti criminali». Non usa mezzi termini il sindaco Gianni Alemanno che, ieri, è intervenuto sulla querelle che investe l’ avvio dei cantieri di restauro del Colosseo. Quando inizieranno i lavori per la messa in sicurezza dell’ Anfiteatro Flavio? «Bisogna chiederlo al sottosegretario Roberto Cecchi – ha detto il primo cittadino a margine di un convegno – Questa è una gestione statale, mi auguro il prima possibile. Ci sono stati una serie di ricorsi al Tar ed impedimenti che non esito a definire criminali». È «necessario ed urgente intervenire», ha aggiunto il sindaco. «C’ è stato un clima di sospetto che ha rallentato, bloccato l’ intervento – ha concluso Alemanno – ora potevamo avere i cantieri già aperti. È impressionante il livello polemico che si è costruito sul restauro. Ricordo che la sponsorizzazione di Diego Della Valle è stata sancita da una gara pubblica». Botta e risposta a distanza col sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi: «L’ intervento, se non ci saranno ulteriori problemi di natura burocratica creati appositamente per ritardare il tutto – ha spiegato Cecchi -, dovrebbe partire entro marzo». Diretto il riferimento alle parole di Alemanno: «Ha ragione il sindaco – ha aggiunto il sottosegretario – per il restauro dell’ Anfiteatro Flavio c’ è stato il solito gioco delle invidie. Le polemiche in Italia ritardano ogni cosa, anche le cose più belle». Ma per Giulia Rodano, consigliere regionale dell’ Italia dei Valori, i «toni usati da Alemanno sono francamente eccessivi». «L’ appalto del Colosseo non ha sollevato solo polemiche politiche, c’ è una denuncia del Codacons al Tar – conclude Rodano – Dal sindaco di una capitale europea sarebbe lecito attendersi ascolto della società, e dialogo, non la criminalizzazione del dissenso». Se per il restauro del Colosseo bisognerà dunque attendere, non vedono sosta le applicazioni delle nuove tecnologie alla conservazione, tutela e fruizione dell’ immenso patrimonio archeologico romano (si pensi alle fibre ottiche che monitorano le tremila lesioni del Colosseo). È già accessibile la nuova iniziativa della Sovrintendenza ai Beni archeologici di Roma: un tour virtuale in 3D per scoprire uno dei più interessanti complessi archeologici del Foro Romano, il Carcer-Tullianum posizionato a ridosso delle pendici nord-orientali del Colle Capitolino, sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami. Con un click -http://archeoroma.beniculturali.it/carcer-tullianum – si accede alla mappatura digitale dell’ area del Foro e dell’ interno del Carcer: il progetto ha richiesto un enorme lavoro di acquisizione fotografica. Studiosi e appassionati di tutto il mondo – il sito verrà tradotto in 5 lingue – possono disporre inoltre di 60 schede tecniche, suddivise in 300 capitoli, e di una sezione «Immagini Interattive»: meraviglie della tecnologia, i particolari poco visibili ad occhio nudo diventano accessibili. L’ operazione è stata diretta dall’ archeologa Patrizia Fortini. E, sottolinea il soprintendente archeologo Anna Maria Moretti, si è realizzata grazie «alla sinergia con il Vicariato di Roma e l’ Opera Romana Pellegrinaggi». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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