14 Dicembre 2011

Il Codacons schiera un attacco a due punte per tutelare i cittadini

Il Codacons schiera un attacco a due punte per tutelare i cittadini

 Il Codacons di Fabio Galli, vicepresidente regionale, tiene tantissimo alla battaglia di Zocca, che lo ha visto presente fra la gente fin dall’inizio dell’esplosione del caso, giustamente portato alla ribalta nazionale.
Di qui la fiducia che gli hanno tributato 48 cittadini titolari di pratiche che, dopo aver pagato una volta a Leonelli, non hanno nessuna voglia di fare il bis, per somme che, messe tutte insieme, superano i 500mila euro.
Gli altri 900mila del buco fanno capo ad altre pratiche per cui è stata scelta una strada di contestazione diversa, fatta anche di ricorsi al Tar.
Per questa battaglia, il Codacons ha chiamato a rispondere civilmente sia il Comune che lo stesso Leonelli, avanzando essenzialmente due istanze.
«In prima battuta – spiega Galli – chiediamo che vengano considerati validi i pagamenti effettuati dalla gente e quindi le licenze emesse.
Se vengo in Comune, pago, e mi danno la ricevuta, cosa mi vogliono contestare? Se non posso fidarmi del Comune, di chi allora?».
In effetti, la buona fede della gente è difficilmente negabile.
Anzi, la sua negazione giudiziaria scatenerebbe il putiferio.
Ma c’è anche il piano B: «In subordine – continua Galli – se non saranno riconosciuti validi i pagamenti, chiediamo che il Tribunale condanni il Comune a risarcire ai nostri assistiti una somma che corrisponda a quella che dovranno restituire al Comune.
Condanna dovuta al fatto che il Comune, per un lunghissimo lasso di tempo, non ha evitato che questo accadesse nel passaggio non di una, ma di centinaia di pratiche edilizie».
Una richiesta B dunque accuratamente bilanciata: se tanto mi chiedete.
oltre a ciò che ho già dato, tanto vi richiedo io per ridarvelo.
Quasi un contrappasso dantesco.
Due modi per far quadrare il cerchio: si rimette la bilancia in pari e si chiude definitivamente questa brutta storia.
Senza penalizzare ulteriormente persone con pratiche che vanno dai 500 ai 30mila euro per lavori che in alcuni casi sono rimasti in sospeso proprio per lo scandalo amministrativo.
Che ha portato anche a mancate vendite.
E al conseguente danno.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this