Il nuovo sindaco Balugani si ritrova la patata bollente, tra difesa e polemiche
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fonte:
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E’ la patata bollente che ha ereditato: il nuovo sindaco Pietro Balugani, presidente provinciale dell’ordine degli ingegneri, adesso deve affrontare il tribunale per le ‘leggerezze’ amministrative degli anni 1998-2008.
La costituzione in giudizio del Comune contro i cittadini ha creato polemiche in queste settimane.
Ma lui ci tiene subito a chiarire: «Come potevamo non presentare una memoria difensiva? Non farlo avrebbe significato andare là con il blocchetto degli assegni per dare tutto ciò che chiedevano: un’assurdità».
Il Condacons ha fatto delle richieste ben precise: se non si ritengono validi i pagamenti, il Comune sia condannato a risarcire gli stessi soldi che richiede.
Strategia che appare al sindaco come una sorta di attacco preventivo: «Dicono che il Comune richiederà i soldi, ma in realtà non lo ha ancora fatto.
A casa dei cittadini sono arrivate solo delle domande di integrazioni per le pratiche: in alcuni casi mancavano dei documenti per completare.
Tutto qui.
Nessuno si è spinto oltre, come peraltro avevo promesso in campagna elettorale: il Comune è vicino ai cittadini coinvolti in questa vicenda e vuole fare tutto il possibile per non farli pagare due volte».
Ma c’è un pesantissimo però: «Solo ovviamente – sottolinea Balugani – se la legge lo consente: se ci verrà imposto di fare altrimenti, dovremo adeguarci».
Insomma, la prospettiva di pagare due volte, per quanto per ora ‘in là’ c’è.
Ed ecco perché il Codacons ha messo le mani avanti.
Ma la bilancia in pari, ottenuta con il riconoscimento della validità dei pagamenti sarebbe più che preferibile.
Se si va al braccio di ferro e perdono i cittadini, per loro c’è oltre al danno la beffa.
Se a perdere è il Comune, si troverà a pagare almeno 500mila euro senza contare gli interessi e i danni.
Una somma extra ingentissima che un Comune di 5mila anime come quello di Zocca non potrebbe sostenere: «Il bilancio e le ristrettezze economiche del momento – chiosa Balugani – non lo permetterebbero mai.
Se ci chiedono di pagare quei soldi, il banco salta e il Comune può tranquillamente chiudere i battenti».
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