14 Dicembre 2011

Si salvano per ora i taxi la rivolta dei farmacisti

Si salvano per ora i taxi la rivolta dei farmacisti

ROMA – Le liberalizzazioni partiranno con l’ entrata in vigore della manovra, vale a dire dal 2012. Al termine di una giornata convulsa, segnata da divisioni politiche, da veti incrociati e dagli scontri tra categorie contrapposte, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno infatti cancellato il rinvio, previsto dall’ emendamento dei relatori, che le facevano scattare dal 2013. Si parte da subito, insomma. Ma non per tutti. La ventata riguarda le farmacie, già sul piede di guerra e a un passo dalla serrata. Non i taxi, invece. Che ottengono il congelamento della misura che li riguarda grazie a un emendamento di Palazzo Chigi sull’ articolo 34, che di fatto taglia fuori gli Ncc (servizio di noleggio con conducente) che puntavano sulla liberalizzazione per entrare con tutti e due i piedi sul mercato. Uno stop che ha infiammato la polemica. «L’ emendamento del Governo che esclude il trasporto pubblico locale non di linea dalle liberalizzazioni previste nella manovra va nella giusta direzione» ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, spiegando che «il rischio, altrimenti, sarebbe stato quello di un danno non solo per le categorie coinvolte e per gli utenti, ma anche per i Comuni». Una eccessiva deregolamentazione del comparto, secondo il Campidoglio, avrebbe aumentato i fenomeni di abusivismo e di concorrenza sleale, che «creano problemi gravi alle amministrazioni locali e in particolare alle casse comunali, abbassando la qualità del servizio prestato». Una presa di posizione salutata con soddisfazione da Fit Cisl Taxi, da Ugl Taxi e dalla Cna di Roma, secondo la quale l’ emendamento, che esclude il settore degli autoservizi pubblici non di linea dalle liberalizzazioni, «salva la categoria dei taxi da una deregolamentazione selvaggia e protegge migliaia di famiglie che si sarebbero ritrovate, da un giorno all’ altro, sul lastrico». Rabbiosa, sul fronte contrapposto, la reazione dell’ Associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori che, difendendo il mondo Ncc, ha accusato il governo Monti di «piegarsi agli interessi di una piccola parte del mondo taxi che pare però essere una potentissima lobby trasversale». Secondo la categoria «si è deciso di fermare il processo di liberalizzazioni necessario alla crescita e alla salvezza del Paese e, caso unico in Europa, una categoria chiede la liberalizzazione ma non la ottiene per volere della concorrenza». Agitatissimo, ma per ragioni opposte, il fronte dei farmacisti che minacciano una serrata contro la liberalizzazione dei farmaci con ricetta: «Non ci ascolta nessuno, non ci rimane che questa decisione senza precedenti ma inevitabile» ha detto Annarosa Racca, presidente di Federfarma, annunciando che, con ogni probabilità, nella riunione del consiglio della federazione dei farmacisti in programma oggi verrà presa la decisione. La chiusura potrebbe scattare a giorni, già all’ inizio della prossima settimana. I cittadini dovranno cercare le farmacie di turno, che rimarranno aperte per garantire i farmaci piu’ urgenti come se fosse domenica o notte. «Noi non vogliamo chiudere – ha fatto sapere ancora Federfarma – ma se il governo è capace solo di smantellare il servizio farmaceutico dobbiamo farlo sapere ai cittadini: si smantella l’ unico presidio sanitario sul territorio, specie nei piccoli paesi. Se il governo non ci dà risposte siamo costretti a chiudere. Abbiamo lanciato vari appelli anche al ministro Balduzzi che, però, finora non ci ha voluto ascoltare». Sullo sfondo di questa battaglia, l’ inconciliabità tra i due maggiori partiti che sostengono il governo. Il Pdl vorrebbe limitare questa liberalizzazione, mentre il Pd vorrebbe accentuarla. La mediazione proposta, non ancora andata in porto, è quella di rinviare a un decreto ministeriale della Salute la definizione dei farmaci da liberalizzare. Il ministro Renato Balduzzi, ad ogni modo, garantisce che su questo punto il governo non farà passi indietro. E contro l’ ipotesi serrata c’ è la dura presa di posizione del Codacons. «Denunceremo alla procura – ha tuonato l’ associazione dei consumatori – le farmacie che lo faranno». Non e’ accettabile, infatti, che per difendere i propri interessi di parte si intimoriscano i consumatori con questi annunci, considerato che i farmacisti continuano ad essere una categoria garantita e privilegiata, i cui guadagni milionari sono stati appena sfiorati dalle precedenti liberalizzazioni». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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