Roma: Codacons, racket ‘caro estinto’ vale 3,5 mld di euro l’anno
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- Adnkronos on line
CronacaRoma, 12 dic. – (Adnkronos) – "Basta alterazioni del mercato in materia di onoranze funebri. Basta al corri corri di centralinisti, infermieri e personale delle camere mortuarie che si affrettano a contattare gli ‘amici’ delle pompe funebri (in cambio di denaro). Basta alla commistione tra attivita’ di gestione delle camere mortuarie e l’attivita’ imprenditoriale di onoranze funebri". Lo dichiara il Codacons in una nota.
"Il Codacons continua la sua battaglia – si legge nel comunicato – contro il racket del ‘caro estinto’ e stufo dell’immobilita’ della Regione Lazio, oltre a presentare un esposto alla procura della repubblica territorialmente competente affinche’ vengano predisposti tutti i controlli del caso, diffida la Polverini, il Comune e tutte le Asl della Capitale a prendere provvedimenti in merito".
"Le istituzioni territoriali – commenta il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – soprattutto la Regione, non possono far finta di niente. Si continua a lasciare la possibilita’ a persone senza scrupoli, come alcuni esercenti di onoranze funebri e i loro complici interni agli ospedali, di lucrare sul dolore dei congiunti dei defunti". "Nel Lazio in media, quello che genericamente chiamiamo ‘il funerale’ – prosegue il Codacons – costa non meno di 2.500 euro, senza alcun lusso eccessivo (nella scelta cassa, ad esempio) e, ovviamente, per una famiglia che gia’ possiede lo spazio per la sepoltura. Secondo il Codacons questa cifra e’ il frutto di un sovrapprezzo applicato indebitamente dagli esercenti pari a circa il 30%".
"Per quanto riguarda l’alterazione del mercato – continua – su cui si e’ gia’ pronunciata anche l’Agcom, si legge nella diffida: ‘Risulta netta la distinzione tra l’attivita’ di gestione delle camere mortuarie e l’attivita’ imprenditoriale di onoranze funebri, le cui finalita’ commerciali non si conciliano con il corretto e fisiologico svolgimento del servizio di gestione delle camere mortuarie’. Questa ‘distinzione’, invece, nella realta’ dei fatti molte volte non viene rispettata e la presenza nell’azienda sanitaria della ditta aggiudicatrice del servizio di gestione delle camere mortuarie diventa, a totale discapito dei congiunti dei defunti, la situazione ideale per il procacciamento di affari (e clientela)".
"Una situazione – commenta Rienzi – oltre che umanamente deplorevole, che provoca danni economici agli utenti esponendoli a gravi abusi da parte dei Signori dei Funerali. Abbiamo presentato anche un esposto alla procura di Roma segnalando che dietro questo racket c’e’ un giro d’affari pari a 3miliardi e mezzo di euro, per questo e nel rispetto dei parenti dei defunti che ci aspettiamo che vengano adottati tutti gli strumenti investigativi necessari". Il Codacons chiede alla Regione Lazio di adottare quelle misure che la ‘direttiva Polverini’, a differenza di quanto avvenuto, ad oggi, in Lombardia e Toscana, solo per citare alcuni esempi, non ha ancora garantito ai cittadini, ovvero disciplinare e regolamentare le attivita’ di servizi funebri sotto il profilo della carenza dei controlli ed assenza di monitoraggi, con prescrizioni e tutel nei confronti dei familiari dei defunti. Mentre diffida le Asl e il Comune di Roma a monitorare le imprese aggiudicatarie degli appalti relativi al servizio di gestione delle camere mortuarie e di onoranze funebri.
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