10 Dicembre 2011

NO ALLA MODIFICA DELL’ETÀPENSIONABILE

NO ALLA MODIFICA DELL’ETÀ
PENSIONABILE IL CODACONS ORGANIZZA UNA GIGANTESCA
CLASS ACTION (EX ARTT.1/3 D.LS.VO 198/2009) IN DIFESA DEI DIRITTI ACQUISITI E
PER OTTENERE MISURE COMPENSATIVE NON POSSONO “PAGARE” SEMPRE I
PENSIONATI

L’ultimo intervento normativo del governo (decreto legge n.201/2011) ha cancellato, senza alcuna giustificazione plausibile, una serie di diritti dei pensionati italiani raggiunti dopo una vita di lavoro e sacrifici, costringendo migliaia di persone prossime al pensionamento ad essere trattenuti in servizio e cambiare i propri progetti di vita.

La nuova normativa – secondo il Codacons – è gravemente illegittima, infatti, determina una, del tutto ingiustificata, disparità di trattamento tra i pensionandi ed i pensionati.

“Non possono essere sempre i pensionati a pagare!”, è intervenuto al riguardo l’avv.Carlo Rienzi, Presidente dell’Associazione.

In effetti ecco ciò che accade: tutti coloro che si accingono, o meglio sarebbero stati in procinto di raggiungere il pensionamento, perdono i diritti già maturati. Unica eccezione i “fortunati” che abbiano maturato i requisiti (età e contributi) entro questo mese.

Nello specifico il nuovo governo ha stabilito: il congelamento dell’indicizzazione, la pensione di anzianità soltanto dopo 42 anni di contributi e la pensione di vecchiaia a 62 per le donne e 66 per gli uomini (già a partire dal 2012, cioè tra un mese!), mentre nel 2014 diventerà 63 anni.

“Assurdo – ha aggiunto l’avv.Rienzi – alzare la soglia per la pensione di anzianità a 42 anni di contributi, possiamo dirgli addio tutti quanti”.

il Codacons, mentre sindacati e partiti politici stanno a guardare per paura di esporsi, non starà di certo immobile, “Non possiamo più accettare che i pensionati siano i più tartassati, per questo stiamo avviando una clamorosa azione di classe”, ha concluso il presidente Codacons.

Ecco nel dettaglio l’azione, a cui si può aderire collegandosi al sito www.codacons.it in modo assolutamente gratuito: il Codacons chiede che le misure decise con la c.d. manovra Monti valgano solo per chi ancora non ha maturato i diritti alla pensione, prima della entrata in vigore della nuova legge e che il governo vari le obbligatorie misure compensative previste dalla legge, ovvero dia attuazione agli artt. 15, 17 e 18 della l.328/2000 che gli impongono:

  1. di predisporre “ogni tre anni il piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali ;
  2. agevolare i pensionati non autosufficienti;
  3. aiutare i pensionati che non possono pagare mutui e bollette disponendo un sistema integrato di interventi fiscali e servizi sociali fondato sulla tutela della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali.”

In sostanza l’Associazione vuole che sia, così, data attuazione alla norma precettiva contenuta nell’art.53 della Costituzione e si individui un criterio che concili le esigenze finanziarie dello Stato con quelle del cittadino chiamato a contribuire ai bisogni della vita collettiva.

Per aderire alla class action completamente gratuita ex artt. 1 e 3 D.Vgs.Vo 20 dicembre 2009 n. 198, cui hanno già aderito 7500 pensionati, basta andare sul sito www.codacons.it.

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