Crisi, ecco che cosa vogliono gli italiani
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fonte:
- Affari Italiani
"Domani siamo pronti a sostenere scelte giuste ma altrettanto determinati a contrastare quelle sbagliate". Lo ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in chiusura dei lavori dell’ assemblea dei delegati del sindacato. Tagliare i costi della politica e degli enti locali; fondere Province, Camere di commercio e Prefetture; abolire i ministri senza portafoglio ma anche alcuni dicasteri come quello della salute, dell’ istruzione e dell’ universita’, dei beni culturali; introdurre nuovi tributi straordinari e mirati; intervenire a 360 gradi sulle pensioni; modernizzare, semplificare e liberalizzare l’ economia. Sono alcune proposte provenienti da cittadini che hanno partecipato alla ricerca ‘L’ Italia che vogliono gli italiani’, realizzata nel mese di novembre dal Centro studi Codacons-Comitas e che sara’ presentata oggi alla nuova Fiera di Roma, che ospita in questi giorni il Salone della Giustizia. In 30 giorni sono stati raccolti 43.289 interventi, ordinati in 500 idee e proposte spontanee, istintive, ingenue e a volte anche provocatorie. Un successo dovuto al passa parola, ai siti delle due associazioni – che accolgono oltre 2 milioni di visitatori unici – e alla mailing list della newsletter che conta 435mila iscritti. Buona parte degli interventi sono avvelenati dall’ antipolitica: i cittadini hanno espresso chiaramente la stanchezza nei confronti dei privilegi e dei furbi, delle iniquita’ della finanza e dei disservizi di incapaci e fannulloni. Inoltre viene richiesta con forza piu’ meritocrazia e maggiore sensibilita’ nei confronti dei bisogni (quelli veri) da soddisfare. Dalla ricerca emerge anche la forte convinzione che i partiti siano oggi inadeguati nel rispondere agli interessi dei cittadini. Nonostante i giovani siano i grandi assenti dalla ricerca (solo il 18% dei contributi e’ arrivato dagli under 30), non mancano idee e proposte da parte dei microimprenditori. Tra queste, ottenere semplificazioni e alleggerimenti burocratici calibrati, un contratto di lavoro specifico, una sezione del tribunale apposita per i conflitti inerenti le attivita’ produttive minori, ma anche ammortizatori sociali al pari delle altre aziende e agevolazioni e sovvenzioni unificate. In merito alle pensioni, meritano attenzione alcune richieste, quali: uniformare l’ eta’ pensionabile per tutti; tagliare, sospendere o revocare la pensione a chi lavora o intraprende in nero. Verificare e monitorare le pensioni di invalidita’; indicizzare le pensioni all’ andamento del Pil, al pareggio di bilancio e all’ erosione del debito pubblico per almeno il 5% l’ anno. E per incrementare le entrate, lo Stato dovrebbe introdurre un tributo sui redditi da lavoro dipendente o assimilato oltre i 150mila euro lordi annui, un tributo su ogni profitto, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo conseguito, relativo alla compravendita di metalli preziosi, immobili, materie prime, azioni e beni di lusso, ma anche privatizzare aziende pubbliche, destinando il ricavato alla riduzione del debito pubblico e vendere il patrimonio immobiliare. Infine, tra le idee e le proposte provocatorie spiccano quella di dare una divisa ai politici, sin dall’ inizio "a strisce verticali"; pagare in contanti i bonus ai banchieri in banconote marcate e non reversibili in conto corrente; offrire escort ai meno abbienti.
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