Vola la disoccupazione e frena l´inflazione
ROMA Vola la disoccupazione a ottobre, ai massimi dal 2010: un giovane su tre è senza lavoro. Buone notizie invece sul fronte dell´inflazione, che a novembre ha registrato un calo tendenziale. Il tasso di disoccupazione, però, non è mai stato così alto dal maggio del 2010, rileva l´Istat, assestandosi all´8,5% con un aumento di 0,2% in termini congiunturali e di 0,1% rispetto all´anno precedente. Secondo le stime dell´Istituto di statistica, nella diffusione dei dati provvisori, il numero dei disoccupati, pari a 2 milioni e 134 mila, aumenta del 2,5% rispetto a settembre (53 mila unità), mentre su base annua si registra una crescita dell´1,8% (37 mila unità). L´allargamento dell´area della disoccupazione riguarda esclusivamente gli uomini: quella femminile è in calo dello 0,2%. Il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni è pari al 29,2%, in diminuzione di 0,1% su base mensile, ma in aumento dell´1,5% all´anno. Il tasso di inattività si posiziona al 37,8%, con una flessione di 0,1% sia in termini congiunturali sia su base annua. SINDACATI. Il leader della Cgil Susanna Camusso lancia l´allarme: «temo che il 2012 si apra all´insegna della caduta verticale dell´occupazione». Anche il leader Uil, Angeletti, teme «che l´anno prossimo potremmo perdere decine di migliaia di posti di lavoro» e questo a causa della crescita a rilento. Per Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, il tasso di disoccupazione «conferma la situazione molto preoccupante del nostro mercato del lavoro». L´Italia è comunque in buona compagnia: nell´eurozona, il tasso di disoccupazione è salito al 10,3% a ottobre dal 10,2% a settembre, segnando il record più alto mai registrato dalla nascita dell´area euro. D´altro canto, nel Bel Paese i prezzi al consumo, comprensivi dei tabacchi, frenano, assestandosi al 3,3% su base annua, con una diminuzione dello 0,1% rispetto a ottobre. Volano invece a novembre i costi di alimentari (+0,7%) e spese domestiche (+0,5%); scendono trasporti (-0,4%) e ristorazione (-1,5%). A spingere la corsa dei prezzi sono anche benzina (+0,2%) e gasolio per mezzi di trasporto (+1,7%). Il gasolio per riscaldamento è invece aumentato del 2,5% sul mese precedente e del 18,2% su novembre 2010. L´inflazione per il 2011 si stabilizza comunque al 2,7%. Il rallentamento del dato deriva da un aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+4,0%, dal+3,9% di ottobre), più che compensato dal calo dalla diminuzione di quello dei servizi (+2,4% dal +2,6%). Senza considerare gli aumenti di beni energetici e degli alimenti freschi, l´inflazione quindi è minore di quasi un punto (+2,4%, -0,1% da ottobre). Resta invece stabile l´inflazione nell´eurozona: la stima flash calcolata da Eurostat per il mese di novembre indica infatti un tasso pari al 3%, invariato rispetto al mese precedente. CONSUMATORI. Per Federconsumatori e Adusbef i livelli di inflazione in crescita, dato il calo dei consumi, sono spiegabili solo con la presenza di «forti volontà speculative, che vanno contrastate con ogni mezzo». Per il Codacons, «l´unico dato positivo è che il rialzo dell´Iva, pur se traslato sui prezzi finali con tanto di arrotondamenti, non ha innescato una spirale inflazionistica, grazie al fatto che l´Italia è in recessione e vi è un calo generalizzato della domanda». Resta, comunque, il dato che un´inflazione al 3,3%, tradotto in termini di aumento del costo della vita, «significa una stangata, su base annua, pari a 970 euro». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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