INFLAZIONE: ISTAT, A NOVEMBRE CALA AL 3,3%
L’inflazione a novembre è diminuita al 3,3% su base annua, registrando un calo dello 0,1% su base congiunturale. Lo rileva l’Istat, ricordando che ad ottobre l’inflazione era al 3,4%.
Per il Codacons è la conferma che il rialzo dell’inflazione ad ottobre era determinato esclusivamente dall’aumento dell’Iva e non da un generico ed indistinto rialzo dei prezzi. Non per niente i prezzi dei prodotti ad Iva ordinaria erano saliti dell’1% su base mensile, mentre per gli altri beni la crescita era stata dello 0,1%, ovvero quasi nulla.
Per il Codacons l’unico dato positivo in questa notizia è che il rialzo dell’Iva, pur se traslato sui prezzi finali con tanto di arrotondamenti, non ha innescato una spirale inflazionistica, grazie al fatto che l’Italia è in recessione e vi è un calo generalizzato della domanda.
Resta, comunque, il dato che un’inflazione al 3,3%, tradotto in termini di aumento del costo della vita, significa una stangata, su base annua, pari a 970 euro, 970 euro che dubitiamo i lavoratori abbiano ricevuto in busta paga.
Ecco perché il Governo Monti dovrebbe fare l’opposto di quanto pare sia intenzionato a fare, ossia aumentare nuovamente l’Iva e bloccare la rivalutazione delle pensioni. Come dire: cornuti e mazziati!
Da un lato fa aumentare il costo della vita, con il rialzo dell’Iva e dall’altro non adegua le pensioni all’inflazione. Una trovata geniale per rilanciare i consumi!
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