28 Novembre 2011

BENZINA: IL DIVARIO DEI PREZZI. ANCHE 12 CENTESIMI TRA UN DISTRIBUTORE E L’ALTRO

BENZINA: IL DIVARIO DEI PREZZI. ANCHE 12 CENTESIMI TRA UN DISTRIBUTORE E L’ALTRO

MILANO – Salasso benzina. In tempi in cui si fatica ad arrivare a fine mese può essere utile al consumatore sapere che a seconda di dove si va a riempire il serbatoio si possono risparmiare fino a 12 centesimi al litro, anche 5 euro a pieno. Si va da un minimo di 1.515 euro al litro per il Diesel in via Arona a un massimo 1.575 in via Gozzi. Quanto alla benzina può oscillare tra le 1.589 del primo benzinaio sulla A8 alle 1.650 di piazza Risorgimento. A spiegare come mai il prezzo, già alla stelle, di verde e gasolio, oscilli a tal punto è Flavio Fertonani, coordinatore regionale del Faib, la federazione autonoma italiana benzinai, legata a Confesercenti. Un po’ la colpa è delle cosiddette pompe bianche, no logo: in città sono una decina, da via Ovidio a via Arona passando da piazzale Abbiategrasso. Un po’ il dito va puntato contro la grande distribuzione che ha aperto le sue pompe. «Entrambe per recuperare il carburante si servono di un mercato extrarete, anche all’estero e risparmiano fino a 16 centesimi a litro – spiega Fertonani -. Devono pensare al trasporto, ma pagano a 60 giorni e le accise a 45. Quindi, possono fare grandi sconti e guadagnano comunque. Chi invece ha una pompa legata a una determinata compagnia petrolifera vende pilotato da questa». E così per resistere alla concorrenza, anche i grandi marchi devono fare offerte, la notte e nelle feste. «Noi abbiamo 5 centesimi di margine che però si abbassa se facciamo sconti». «Se non bastasse – continua Fertonani – ci sono le carte di credito che chiedono commissioni. E il margine scende ancora, tra i 3 e i 4 centesimi». Quindi… per sopravvivere – specificano i benzinai – bisogna alzare i prezzi. «Non va dimenticato che il 60% dei benzinai milanesi è in crisi, non ce la fa ad arrivare a fine mese. Più sale il prezzo della benzina, più il governo ci guadagna con le accise e l’Iva al 21%, le compagnie brindano e gli unici che ci rimettono sono proprio i benzinai». Una soluzione, ci sarebbe: trasformare le pompe di benzina in negozi, come all’estero, dove la vendita della verde e del gasolio è solo una fonte minima dei guadagni, pari al 5%. E i clienti ringrazierebbero.

CODACONS. «La benzina costa, ma sono anche i consumatori ad essere disattenti: potrebbero risparmiare non solo cambiando benzinaio ma anche diminuendo la velocità». Insomma, per il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli, chi va piano va sano, va lontano e rispamia pure, benzina e salute perché si inquina meno. In che senso? «Se scegli il benzinaio giusto risparmi fino a 5 euro. Bene, se vai a 30 all’ora spendi ancora meno. E andando piano, le strade sono più sicure e l’ambiente ne guadagna. Lo dicono i dati». Ci sono stati esperimenti a Busto Arsizio e a Saronno. «Esattamente. E’ stato dimostrato che se tutti andassimo a 30 all’ora non perderemmo più di qualche minuto nei nostri spostamenti». E allora abbassiamo il limite ai 90 all’ora anche sulle tangenziali. Certo. La gente deve capire che andare a 90 all’ora non vuol dire perdere tempo. Secondo i nostri calcoli si risparmia il 35% del carburante. Pochi sanno che non superando mai i 2/3 della velocità massima prevista per un’auto, si viaggia alla cosiddetta velocità economica. Se la velocità massima della nostra vettura è 160 km/h, quella economica è di 110».
 
 
 

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