Tredicesime: 175 milioni in arrivo ma solo 35 saranno spesi in regali
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fonte:
- La Nazione
A NATALE siamo tutti più buoni? Chissà, di certo siamo tutti più poveri: 220 euro in meno a testa, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, che poi per il totale dei 350 mila aretini fa all’ incirca 4 milioni di euro. Quelli che mancheranno al nostro monte tredicesime e che dunque renderanno un po’ meno consumistica, affluente, la stagione dei regali che è già cominciata (sempre più in anticipo, come se più la torta si restringe e più si fanno famelici gli aspiranti a una fetta) o che sta per cominciare. Calma e gesso, tanto, sia pure meno del solito, ce n’ è per tutti. Perchè nel calderone del Natale gli aretini stanno buttando legna per 175 milioni di euro. Una volta si sarebbe detto 350 miliardi delle vecchie lire e (tocchiamo tutti ferro) non è affatto scontato che non si debba tornare a dirlo, se l’ euro continua a soffrire le pene dei debiti sovrani, primo fra tutti quello italiano. Il piatto, insomma, seppure un po’ ridotto, sarebbe ancora ricco. Ma attenzione a dire, come vuole il proverbio, mi ci ficco. Perchè solo una piccola parte, calcolano ancora le associazioni dei consumatori, dal Codacons all’ Adusbef, sarà effettivamente dedicata al superfluo delle spese per le feste. Loro, i consumatori, stimano un 20 per cento. I conti sono presto fatti: sui 175 milioni di monte gratifiche, fanno 35 milioni che se ne andranno effettivamente in regali o in altre spese delle famiglie. Quelle, insomma, capaci di dare un poco di ristoro ai negozi reduci da una stagione autunnale quantomai incerta, per non dire nera. Da settembre la curva dei consumi è in deciso calo e solo ora, sulla spinta della kermesse consumistica ormai alle porte, accenna a qualche timido segnale di ripresa. RIPRESA RELATIVA, intendiamoci. Gli esperti prevedono (per quel che vale la statistica, ma strumenti migliori per intercettare il futuro non ne ha ancora inventati nessuno) che al 24 dicembre, quando le vetrine si spegneranno e la pazza folla dei regali se ne tornerà a casa per il cenone, la riduzione delle spese da parte degli aretini sarà stata del 6,9 per cento. Una bel colpo di scure su quell’ orgia della spesa che è ormai la principale fonte dei negozi per far quadrare i conti dell’ anno. Tradotto in denaro sonante, sono alcuni milioncini che quest’ anno resteranno nelle tasche dei consumatori per essere destinati ad altri usi e non transiteranno nelle casse dei commercianti. Tu chiamala se vuoi austerità, ma la soglia con la recessione comincia a essere veramente labile. C’ è da mettere nel conto anche gli aumenti con cui gli aretini, come tutti gli altri italiani, dovranno combattere. Codacons e Adusbef calcolano che i prodotti tipici natalizi, dal panettone all’ albero, dal pandoro ai giocattoli, arriveranno in vetrina con un sovrapprezzo del 10 per cento. Significa che a parità di monte spese rispetto a un anno fa, riusciremo a comprare meno cose. Se preferite, ma non sembra questa l’ aria, che per mantenere il livello di consumi del 2010 dovremo spendere di più. Bene, fin qui il voluttuario della kermesse consumistica che già si ripropone nelle luminarie in via di allestimento. Ma che fine faranno i 140 milioni di tredicesime (l’ 80 per cento appunto) che invece non finiranno nei negozi e non saranno destinati alle spese natalizie? Ahinoi, la lista è lunga e anche triste. Ci sono i mutui da pagare, i debiti da saldare, le tasse da versare. SEMPRE PIÙ, insomma, la gratifica di fine anno diventa un’ ancora di salvezza cui aggrapparsi nel mare in tempesta delle famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese. In quest’ ottica, la tredicesima è una boccata d’ ossigeno: consente di rimborsare il parente che ti ha dato una mano, la finanziaria cui ti sei rivolto quando eri al verde. Consente anche di mettere mano alla rata del mutuo senza dover guardare al conto corrente che si assottiglia pericolosamente o addirittura va in rosso. E poi ci sono le imposte. L’ Ici sulle seconde case (ma presto tornerà anche quella sulla prima), la seconda rata dell’ Irpef per chi ha redditi da lavoro autonomo, persino il canone Rai che (stimano sempre le associazioni dei consumatori) da solo si porta via 100 mila euro degli aretini. Alla fine, insomma, per il risparmio, che una volta era un’ altra destinazione tipica della tredicesima, resterà sempre meno spazio. E’ il Natale ai tempi della crisi. Come si dice: io speriamo che me la cavo.
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