24 Novembre 2011

Stessa stanza per morti e vivi Coletto: «Farò una verifica»  

Stessa stanza per morti e vivi Coletto: «Farò una verifica»
 

VENEZIA – Pazienti deceduti lasciati nelle stesse stanze di quelli in vita, al Gaggia. La denuncia, fatta nei giorni scorsi sulle pagine de «Il Gazzettino», è stata rilanciata dalla presidente dell’ Associazione Luca Coscioni, la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni. La situazione del reparto sarebbe tale da non permettere stanze separate tra chi è in fin di vita e muore e chi è semplicemente ricoverato. E non ci sarebbe nanche una doccia. L’ assessore alla sanità regionale Luca Coletto ha risposto subito che farà una verifica e se necessario un intervento immediato per eliminare i problemi strutturali». Coletto ha annunciato che la Regione sta approntando 15 posti letto per malati terminali nel veneziano. La notizia arriva nei giorni della battaglia che migliaia di cittadini stanno combattendo perchè venga riattivato l’ Hospice oncologico del Policlinico San Marco. In 16.350 hanno firmato la petizione indetta a settembre da Humanitas Venetia e Codacons, a favore del ripristino dei 25 posti letto dell’ Hospice oncologico, dismessi a maggio dall’ Usl 12. Tra i sostenitori ci sono i sindaci di Marcon, Quarto d’ Altino, di Cavallino Treporti e del consigliere delegato alla salute del Comune di Venezia. «Questa struttura ha sempre offerto un’ assistenza meravigliosa, dando un aiuto concreto ai pazienti e alle loro famiglie – dice Maria Grazia Cevolani della Lega italiana per la lotta contro i tumori – le persone continuano a chiamare e da quando il reparto è chiuso, in città, per molti, c’ è la disperazione. Non si può morire in lista d’ attesa». In più di 20 anni questo reparto ha dato sostegno ad oltre 5 mila malati, offrendo l’ assistenza dei medici 24 ore su 24, l’ accesso prioritario alle consulenze specialistiche e garantendo anche il trasferimento immediato in reparto per acuti, senza quindi la necessità di spostarsi in un’ altra struttura. «Le firme sono state consegnate in regione il 26 settembre ma ad oggi non abbiamo ancora nessuna risposta certa – spiega Franco Conte, presidente di Codacons Veneto – abbiamo avuto incontri con il sindaco Orsoni, Zaia, Coletti, la Zaccariotto e ci appoggiano tutti ma oggi c’ è ancora un reparto vuoto e soprattutto manca una struttura alternativa. Si parla dell’ apertura di nuovi dodici posti letto a Villa Elena, ben venga ma è tutto un altro servizio». Intanto, sono in trentaquattro, tra medici ed infermieri, costretti a consumare le ferie arretrate o ad occuparsi di altro. «Non prevediamo licenziamenti – rassicura il direttore del Policlinico, Francesco Camisa – ma prima o poi le ferie arretrate finiscono. La questione è che abbiamo personale congelato con anni di qualificata attività». L’ 1 dicembre tutti sono invitati al Municipio di Mestre in via Palazzo alle ore 17.30, per fare il punto della situazione assieme alle associazioni e al professor Nino Basaglia dell’ Università di Ferrara.  RIPRODUZIONE RISERVATA.

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