24 Novembre 2011

Con l’ aumento dell’ Iva "soffocate" un terzo delle famiglie  

Con l’ aumento dell’ Iva "soffocate" un terzo delle famiglie
 

Aumentare l’ Iva, come sembra intenzionato a fare il Governo Monti, significa dare il colpo di grazia ad un terzo delle famiglie italiane, ossia a quelle famiglie che, stando agli ultimi dati Istat, non possono sostenere una spesa aggiuntiva di 800 euro o una settimana di ferie. Lo sostiene in un comunicato l’ associazione dei consumatori Codacons. Se il Governo aumentasse l’ Iva dal 21 al 23% si tratterebbe di una stangata che per la famiglia media Istat da 2,5 componenti sarebbe pari, su base annua, a 352 euro, limitandosi a calcolare il solo effetto diretto, senza cioè arrotondamenti dei prezzi. Per una famiglia di 3 persone sarebbe una tassa da 418 euro, sempre senza arrotondamenti. L’ impatto sull’ inflazione, in assenza di speculazioni, sarebbe pari allo 0,78%, che sommandosi all’ a um e n t o dello 0,64% già verificatosi per via del precedente rialzo dell’ Iva, determinerebbe un impatto complessivo sui prezzi dell’ 1,42%. Tutto questo secondo una stima prudenziale che ipotizza l’ assenza di quegli arrotondamenti dei prezzi che invece tra settembre ed ottobre si sono puntualmente verificati, come preannunciato e stimato dal Codacons fin dal mese di agosto. Ecco perché l’ associazio ne di consumatori invita Per l’ associazione dei consumatori meglio sarebbe la patrimoniale, che consentirebbe anche una lotta più puntuale all’ evasione Monti «a fare qualcosa di diverso e nuovo rispetto a quanto già fatto dal suo predecessore, altrimenti non si capirebbe perché Berlusconi sia stato costretto a dimettersi nonostante avesse formalmente una maggioranza». Il Codacons chiede, quindi, la patrimoniale, indispensabile per una seria lotta all’ evasione dato che consente di andare ad in tercettare la ricchezza laddove si manifesta: auto di lusso, terreni, seconde case, yacht… Inoltre chiede la cancellazione della legge mancia, che regala ai politici 150 milioni di euro da spendere come preferiscono, e che sia ripristinato il contributo di solidarietà previsto nella prima bozza della manovra di agosto che avrebbe dato un gettito pari a 1,5 miliardi all’ anno.

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