22 Novembre 2011

Il gasolio sale a 1,575 euro la benzina scende a 1,613  

Il gasolio sale a 1,575 euro la benzina scende a 1,613
 

ROMA Gasolio record a 1,575 euro al litro. I consumatori chiedono a Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, che liberalizzi della rete di distribuzione dei carburanti. A mettere mano ai listini, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, sono state Esso ed Eni, che con un aumento di 5 millesimi hanno portato il gasolio a 1,575 euro, mentre Q8 ha apportato un rincaro di 6 millesimi, fermandosi a 1,574. In calo la benzina: nei distributori Eni la flessione è di 1,5 centesimi a 1,613 e in quelli Esso di 4 millesimi a 1,633. Diverse le interpretazioni sulle ragioni delle variazioni. Staffetta Quotidiana ricostruisce che con il secondo calo di venerdì, i prezzi internazionali della benzina hanno raggiunto i minimi da febbraio: in due sessioni la quotazione della verde sul mercato del Mediterraneo ha perso oltre 40 dollari la tonnellata e analoga dinamica, ma meno accentuata, per il gazolio, che ha lasciato circa 25 dollari in due sedute. Per l´Unione petrolifera, l´aumento alla pompa del gasolio è «strettamente legato agli andamenti dei mercati internazionali che, soprattutto in Mediterraneo, presentano da tempo una scarsità di offerta che si è riflessa sui prezzi interni, cresciuti nell´ultimo mese mediamente di 2 centesimi». Per famiglie e imprese il salasso comunque continua. Per questo i consumatori chiedono a Passera di intervenire. Per il Codacons la forbice tra calo della benzina, e aumenton del gasolio, «è l´ennesima dimostrazione di una speculazione e che il record è pretestuoso, arbitrario e immotivato». Il Codacons si appella al ministro «affinchè, a differenza del predecessore, intervenga con misure serie di liberalizzazione nel settore carburanti e convochi i petrolieri per stoppare questi rialzi che si ripercuotono sui prezzi finali delle merci e sull´inflazione». Adusbef e Federconsumatori parlano di aumenti gravissimi e di un andamento del tutto ingiustificato: le associazioni si augurano «che il governo intervenga disponendo un sistema di controlli e verifiche contro i fenomeni speculativi».
 

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