Fiorello fa il botto, ascolti da Mondiale
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – «Abbiamo fatto il botto!», esulta Fiorello. Non esagera. La prima puntata di «#ilpiugrandespettacolodopoilweekend», il nuovo show partito lunedi sera su Raiuno, ha registrato ascolti da Mondiale: quasi dieci milioni di spettatori (per l’ esattezza 9 milioni 796mila) hanno seguito la trasmissione con uno share del 39,18 per cento. Stracciato il Grande fratello (fermo al 17.45%), umiliati tutti i programmi concorrenti, lo showman assapora una vittoria che poteva essere prevista – il 30 per cento sarebbe andato bene a tutti – ma non in questa misura. Quasi come Sanremo, meglio di Montalbano e della Nazionale di calcio, il nuovo varietà a base di risate, grande musica e ospiti doc è il più visto del 2011. «Gli ascolti? Ma a noi degli ascolti non importa niente, pensiamo solo al prodotto», ha dichiarato ieri mattina Fiorello ai microfoni del Tg1. «E io non mi cullo nel successo». Si è poi divertiro a imitare il dg della Rai Lorenza Lei, così felice dei risultati («un grande evento televisivo che resterà negli annali») da accettare perfino la presa in giro, sia pure simpatica e garbata com’ è nello stile dello showman. Non è una vittoria qualunque, quella del nuovo programma dal titolo spericolato: è un pretesto per riaccendere l’ orgoglio Rai. Fiorello salvatore della patria, Fiorello dei miracoli che raddrizza la barca che annaspa, Fiorello che per quattro puntate realizzate in HD fa spendere all’ azienda pubblica 12 milioni di euro ma vuoi mettere il valore dell’ investimento, sia in termini di immagine sia per gli introiti pubblicitari. «La Rai ha dimostrato ancora una volta di saper svolgere appieno il suo ruolo di servizio pubblico», commenta il direttore generale. E dietro Lorenza Lei è un coro trionfale, dal presidente Paolo Garimberti («risultato straordinario che entra nella storia, il matrimonio tra Fiorello e la Rai ha sempre funzionato e speriamo duri più a lungo possibile») al direttore di Raiuno Mauro Mazza, anche lui allegramente sbertucciato in pubblico dal mattatore («è pronto il trolley?») fino ad Agostino Saccà che per primo portò Rosario in Rai e oggi sentenzia «la tv generalista è tutt’ altro che morta». Ad analizzare i dati d’ ascolto, lo show ha entusiasmato gli spettatori di tutte le età e di tutte le regioni italiane. Con predominanza del pubblico femminile e dei giovani. Dal monologo di Fiorello su Berlusconi («Ad Arcore ci sono le bandane a mezz’ asta») fino all’ inno di Mameli proposto in chiave rap, passando dalla sorprendente partita a tennis con le padelle bucate tra Fiorello e il campione Novak Djokovic, in scena è stato tutto un susseguirsi di gag e trovate. A qualcuno è sembrato, dopo tanta volgarità da real-show, il ritorno benemerito all’ epoca d’ oro del varietà Rai, con le Kessler e i lustrini, presentatori del calibro di Mina e Luttazzi ed eleganza diffusa. Di sicuro, Fiorello piace per quella leggerezza che gli permette di essere irriverente, e perché non fa mai pesare il suo talento d’ intrattenitore: non per niente lo showman ha imparato a conoscere e rispettare il pubblico negli anni macinati nei villaggi turistici. «#ilpiugrandespettacolodopoilweekend» entra nella storia per gli ascolti record ma anche perché è il primo varietà capace di interagire con i social network. Lo showman ha affidato a Twitter anticipazioni, commenti e riflessioni sulla trasmissione. Perfino la replica al Codacons che lo accusa di aver fatto pubblicità occulta alla Fiat portando in scena alcune Cinquecento gialle («Non sono più tesimonial dell’ azienda torinese da tre anni e neanche ci siamo lasciati in buoni rapporti»). Oggi i centomila follower di Fiorello esultano e su Facebook si scatenano i commenti. C’ è anche quello di Jovanotti, che sarà ospite dell’ ultima puntata della trasmissione, il 5 dicembre, quando dovrebbe esserci anche Benigni. «Sono contento», ha scritto il cantautore romano, «perché si stabilisce un’ evidenza ultimamente non più così evidente, ovvero che il talento, la cura e il rispetto per il pubblico dovrebbero sempre prevalere nel nostro mondo, quello dello spettacolo e non solo». Come dargli torto. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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