16 Novembre 2011

 «Abbiamo fatto il botto!»

 «Abbiamo fatto il botto!». Con quest’ esplosione di gioia Fiorello commenta la sua vittoria. Poco meno di 10 milioni di spettatori e share che ha sfiorato il tetto del 40 per cento decretano un successo «senza se e senza ma» del suo nuovo show «Il più grande spettacolo dopo il weekend», andato in onda lunedì in prima serata su Raiuno. Una gioia che riesce a tenerlo lontano per qualche ora dal suo amato Twitter, dal quale lancia comunque il suo «Grazie a tutta la mia squadra!!!» e seda la polemica innescata dal Codacons all’ Antitrust per le Cinquecento gialle usate in un quadro dello spettacolo («Non sono testimonial Fiat da 3 anni! E non ci siamo lasciati neanche in buoni rapporti…»). In viale Mazzini si «stappa una bottiglia di spumante» e il clima per un giorno si rilassa. Ci voleva proprio, dopo l’ emorragia di ascolti per fiction blasonate, la fuga di mattatori degli ascolti come Santoro o Dandini, e la crisi creativa di programmi che rappresentavano finora lo zoccolo duro della tivù. Lunedì sera sulla rete ammiraglia Rai, nelle circa tre ore di show, c’ è stata una platea di 9 milioni 786mila spettatori e share del 39.18 per cento, con picchi di quasi 13 milioni e di oltre il 49 per cento. Per gli altri non c’ è storia. «Il Grande Fratello» si ferma a uno stentato 16 per cento, certezza di un flop annunciato e preambolo di una tredicesima edizione che non vedrà luce. Dopo questa vittoria, il direttore generale Lorenza Lei e il direttore di Raiuno Mauro Mazza possono fare sogni tranquilli. La scommessa-Fiorello li ha già ripagati delle tante batoste incassate e ricuce in parte il legame con gli spettatori perché, a furor di popolo, è stato offerto un servizio pubblico eccellente. E la chiave del successo sembra esserci in quel rapporto di stima e fiducia instaurato con lo showman siciliano. «Mi è piaciuto il fatto che i complimenti siano arrivati prima dei dati di ascolto», ammette Fiore che confessa al Tg1 di aver sentito il dg di buon’ ora. Si lascia andare all’ entusiasmo e circondato dal suo staff dice: «A noi degli ascolti non ci importa niente… Anche se fossero stati bassi saremmo stati contenti lo stesso e invece… Abbiamo fatto il botto!». Poi, quando ascolta gli aggettivi che sono stati usati nei suoi confronti quasi si intimidisce: «Sono contento ma non mi cullo nel successo». Il dg Lei nelle sue dichiarazioni ammette che «è sempre più difficile raggiungere risultati come quelli di Fiorello» e quei risultati «si commentano da soli». E non c’ è spocchia nell’ ammettere che «Il più grande spettacolo dopo il weekend» sia stato «un grande evento televisivo che sicuramente resterà negli annali della televisione», ma la constatazione di una fatto. Perché se si era già certi del talento di un «Fiorello mundial» o «mattatore assoluto» come lo definisce il direttore di Raiuno Mauro Mazza, ora si può anche dichiarare che lo showman «entra di diritto nella storia della televisione» come constata Paolo Garimberti, presidente Rai. I complimenti arrivano anche dal mondo dello spettacolo: Maurizio Costanzo, Simona Ventura. Mentre Jovanotti, ispiratore del titolo della trasmissione, scrive su Facebook: «Grande Fiorello. Sono contento perché si ristabilisce un’ evidenza ultimamente non più così evidente, ovvero che il talento, la cura, l’ attenzione e il rispetto per il pubblico e per il proprio lavoro sono gli ingredienti che dovrebbero sempre prevalere nel nostro mondo, quello dello spettacolo e non solo». Il caso-Fiorello offre lo spunto per un commento anche al sindacato dei giornalisti Rai. Per Carlo Verna, segretario Usigrai «la proposta di qualità non può essere un fatto episodico nel servizio pubblico, un grande successo non è una catarsi, occorrono coerenza e continuità». «L’ azienda non si aiuta – aggiunge Verna – quando fa porre interrogativi del tipo: la partecipazione di Bobo Vieri a Ballando sotto le stelle può mai valere 800mila euro come scrivono i giornali?». Intanto Fiorello e il suo staff sono già al lavoro per la seconda puntata: ospiti i Coldplay, Caparezza e gli attori Jean Reno e Laura Chiatti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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