15 Novembre 2011

VENEZIA: SULLA VICENDA DEL PALAZZETTO DELLO SPORT IL CODACONS SI APPELLA A CONFINDUSTRIA

VENEZIA: SULLA VICENDA DEL PALAZZETTO DELLO SPORT IL CODACONS SI APPELLA A CONFINDUSTRIA LETTERA APERTA A EMMA MARCEGAGLIA: IMPONGA IL RISPETTO DELLA LEGGE 136

Il Codacons ha inviato una lettera aperta al Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, relativamente alla vicenda del palazzetto dello sport “Taliercio”.
Si legge nella lettera firmata dal Codacons Venezia e dal Codacons Nazionale:

“E’ stato e resta uno degli atti più coraggiosi della Confindustria quello di non associare imprese che siano colluse con la Mafia in Sicilia e con la malavita in altre Regioni a rischio. Questa normativa deontologica è stata applicata con rigore al punto da dimissionare i presidenti di associazioni territoriali. E va ad onore del profilo etico che in particolare Lei ha voluto imprimere alla Sua presidenza. Ora desideriamo portare alla Sua attenzione quanto avviene a Venezia. Il Presidente di Confindustria Venezia e patron della Reyer, squadra di Pallacanestro in seria A1, pretende alcune clausole nella Convenzione con il Comune per l’utilizzazione del palazzetto dello sport “Taliercio”, clausole che hanno dell’incredibile. Si chiede infatti al Comune di Venezia di sottrarsi agli obblighi ex art. 3 della l. 136/2010 “Tracciabilità dei flussi finanziari” che al 1°comma recita testualmente “Per assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata a prevenire infiltrazioni criminali….”; in sostanza si chiede l’esenzione dall’obbligo di rispettare la normativa in materia di pubblicità e relativa imposta nonché dall’obbligo di presentazione di un bilancio consuntivo della gestione del Palasport.
La richiamata legge n. 136 “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia” è la risposta alla domanda di legalità anche di Confindustria e nasce nel contesto di rendere più aggressiva la lotta contro il riciclaggio e l’evasione fiscale: obiettivi che vanno declinati innanzitutto a se stessi. Per questo La invitiamo ad intervenire sul presidente Brugnaro perché rifletta sulla necessità che più che di tribuni dello sport la società civile ha necessità di esempi e questi sono tanto più efficaci, nel bene e nel male, quanto più vengono da sedi di grande visibilità.
La passione sportiva è una grande risorsa di coesione sociale e proprio per questo non si deve mettere a rischio, al di là delle pur buone intenzione, trasformandola in cattive pratiche.
Certi che coglierà lo spirito di questo intervento a tutela degli sportivi che certamente non possono sentirsi coinvolti in violazioni di leggi ed a tutela dello stesso presidente Brugnaro che, appunto per passione, rischia di dare una rappresentazione Sua e della Confindustria locale non adeguata”.

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