15 Novembre 2011

Ancora bollette da brivido ma l’ acqua non è potabile  

Ancora bollette da brivido ma l’ acqua non è potabile
 

 
BUDONI. Dal 2009, l’ acqua che scende dai rubinetti delle abitazioni non è potabile. Con un’ ordinanza datata 26 settembre, all’ indomani dell’ alluvione che due anni fa sconvolse il comune e altri centri della Gallura, il sindaco ne vietò l’ utilizzo per usi potabili. Da allora, il divieto è ancora vigente, con immaginabili disagi per i cittadini, costretti a fare altrove le scorte d’ acqua o a comprarla. Ma a provocare la protesta degli utenti è soprattutto il fatto di dover pagare ad Abbanoa bollette con tariffe normali, come se l’ acqua fosse potabile. Una vera ingiustizia per gli utenti, che si vedono arrivare bollette per un servizio di cui non usufruiscono appieno, pagando l’ acqua come se fosse potabile mentre invece non lo è affatto. «Da alcuni anni – protesta Nino Piras, un bolognese di origini sarde che durante i mesi estivi abita nella frazione di Birgalavò – l’ acqua che scorre dal rubinetto non è potabile e quest’ anno, poi, era marrone per cui non utilizzabile neanche per lavare i panni. Il fatto che non era potabile, lo avevamo appreso in modo esplicito da un’ ordinanza del sindaco di Budoni fin dal 26 settembre 2009. Data la situazione, ho dovuto arrangiarmi con l’ acquisto di acqua minerale per cucinare e dotarmi di taniche di plastica per il rifornimento di acqua da fonti sicure, per lavare stoviglie e verdure. Il problema – prosegue l’ uomo – è che non trovo giusto che ad Abbanoa si debba pagare il servizio di fornitura dell’ acqua come se questa fosse potabile, quindi alla tariffa normale. Mi sono rivolto ad Abbanoa attraverso una raccomandata, ma i responsabili se ne sono ben guardati dal rispondermi». Una protesta, la sua, comune a tanti altri cittadini budonesi (ma il problema è diffuso anche in altri centri della Gallura) che chiedono a chi di competenza delle risposte che finora non sono arrivate, e soprattutto tariffe giuste, proporzionate alla qualità dell’ acqua e del servizio dato ai cittadini. Intanto, la protesta di Nino Piras, oltre ad essere arrivata sul tavolo del sindaco Pietro Brundu, ha raggiunto anche Cagliari: la stessa raccomandata che racchiude la sua contestazione, è stata infatti inviata anche all’ assessore alla Sanità Simona De Francisci e a quello al Turismo Luigi Crisponi. Ma anche all’ Asl 2 di Olbia, e a varie associazioni dei consumatori, dal Codacons a Cittadinanza attiva. «Aspetto risposte da parte di chi è responsabile della qualità dell’ acqua e delle tariffe a Budoni».
 

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