13 Novembre 2011

Tbc, test ai nati nel 2010. Duello Regione-Codacons  

Tbc, test ai nati nel 2010. Duello Regione-Codacons
 

L´unica certezza, per ora, è che bisognerà effettuare i test per la Tbc ai bimbi nati al Gemelli tra il 22 e il 31 dicembre 2010. Se e quanto andare ulteriormente indietro nel tempo è legato all´interpretazione di un passaggio della sentenza con la quale il Consiglio di Stato accoglie il ricorso presentato dalla Regione e dal Policlinico, ribaltando la precedente pronuncia del Tar che, invece, imponeva di estendere i controlli fino al febbraio 2010, quando l´infermiera dalla quale è partito il contagio ha preso servizio nel reparto di neonatologia. «Non esiste alcuna ragione scientifica per risalire così indietro nel tempo», avevano obiettato Regione e Gemelli. Il Consiglio di Stato, accogliendo il loro ricorso, scrive: «I test di controllo dovranno essere effettuati, su base volontaria, su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei bambini nati nei tre mesi precedenti l´ultimo caso di infezione eventualmente accertato estendendo l´indagine». E aggiunge: «I soggetti ancora interessati dovranno essere informati sulla possibile effettuazione dei test di controllo». La ricerca, dunque, verrà effettuata a "cerchi concentrici" di tre mesi in tre mesi, a partire dal 22 marzo, data di nascita dell´unica bambina che si è ammalata di Tbc. Gli altri, i 122 bambini risultati positivi al test del Quantiferon dopo i controlli di quest´estate, sono solo entrati in contatto col bacillo, senza aver sviluppato la malattia. Ora, da quel 22 marzo bisognerà andare indietro di tre mesi, arrivando al 22 dicembre 2010. E poiché i controlli sono già stati effettuati sui bambini nati fino al primo gennaio 2011, restano da coprire altri 9 giorni. Questo, almeno, nell´interpretazione del Gemelli e della Regione. Non del Codacons, però, che per primo aveva presentato un ricorso al Tar per estendere i test. Secondo i consumatori, infatti, la «positività» di cui parla il Consiglio di Stato va intesa come positività al test del Quantiferon. «Un test – afferma il Codacons – che ha già dato risultati positivi anche sui nati a gennaio. Per questo bisognerà andare indietro almeno fino a ottobre». Per Regione e Gemelli, invece, «l´ordinanza del Consiglio di Stato fa esplicito riferimento a eventuali nuovi casi accertati di infezione, cioè di malattia. Il riferimento alla necessità, su base volontaria, di ulteriori controlli a ritroso è disposta solo nel caso in cui venissero accertati altri casi di malattia, non della sola positività». Il duello, insomma, prosegue. Lo dimostra la «soddisfazione» espressa dalle due parti in causa. Per la governatrice Renata Polverini «la Regione ha messo in campo decisioni giuste». Per il Gemelli «risulta confermata la correttezza delle scelte di politica sanitaria operate dal Policlinico». Per il Codacons, invece, «la decisione impone l´obbligo di informare tutte le famiglie dei bambini nati nel 2010. È una grande vittoria. Vigileremo sull´esecuzione dell´ordinanza». Intanto, parallelamente alle polemiche, procede anche il fascicolo aperto dalla procura che vede indagati i vertici del Gemelli per epidemia colposa e lesioni colpose.
 

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