12 Novembre 2011

>>>ANSA/ TBC:TEST A BIMBI NATI 2011,SE CASI POSITIVI ANCHE PRIMA  

>>>ANSA/ TBC:TEST A BIMBI NATI 2011,SE CASI POSITIVI ANCHE PRIMA
  DECISIONE CONSIGLIO STATO,POLEMICA REGIONE E GEMELLI-CODACONS

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 12 NOV – I test per verificare se i bambini
nati nel Policlinico Gemelli durante la permanenza
dell’infermiera affetta da Tbc siano stati contagiati o meno
dalla tubercolosi devono essere effettuati sui nati nel 2011.
Qualora fossero accertati ulteriori casi di positività,
dovranno essere sottoposti a controlli anche i nati nei tre mesi
precedenti l’ultimo caso di infezione eventualmente scoperto, al
massimo fino alla data in cui l’infermiera è stata in servizio
al reparto  di neonatologia. Una sorta di controllo ‘a cerchi
concentrici’ con, in aggiunta, il fatto che occorrerà informare
le famiglie dei nati nel 2010 per spiegare loro l’opportunità
di eseguire il test.
   Sulla decisione di oggi del Consiglio di Stato si è aperta
però una contrapposizione netta tra interpretazioni. Da una
parte il Codacons, per il quale il Consiglio di Stato non limita
i controlli al 2011, ma indica la necessità di andare a ritroso
nel tempo e fino alla data di assunzione dell’infermiera da cui
sarebbe partito il contagio; dall’altra il Gemelli, per il quale
"soltanto in caso di accertamento di altri casi di infezione,
oltre a quello ad oggi riscontrato, le indagini potranno essere
ulteriormente estese di tre mesi in tre mesi secondo le
indicazioni delle linee guida".
   Ecco che allora proprio l’ordinanza dei giudici diventa
importante per inquadrare tutto. Il Consiglio di Stato ha
ritenuto che "i test di controllo dovranno essere effettuati,
su base volontaria, su tutti i bambini nati nei tre mesi
antecedenti la data di nascita della bambina risultata
certamente affetta da Tbc, e, nel caso fossero accertati
ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei nati nei
tre mesi precedenti l’ultimo caso d’infezione eventualmente
accertato, estendendo l’indagine, sempre nel rispetto dei
criteri dettati dalle linee guida, al massimo fino alla data in
cui l’infermiera colpita dall’infezione ha preso servizio nel
reparto". Non mancando però di sottolineare come "ad oggi,
nel reparto di neonatologia del Policlinico Agostino Gemelli di
Roma, dove prestava servizio l’infermiera risultata affetta
dalla infezione tubercolare, risulta accertato un solo caso di
infezione tra i bambini nati nel corso del 2011", nonché
rilevando che "nelle more della pronuncia sull’appello
cautelare, sono stati effettuati numerosi test fra i bambini
nati, anche nel corso del 2010, nel detto reparto e che non
risulta siano stati accertati altri casi di sicura contrazione
dell’infezione". Ultimo ‘passaggio’, il ritenere "che i
soggetti ancora interessati debbano essere informati sulla
possibile effettuazione dei test di controllo con tutte le
modalità più idonee".
   Adesso, tutto ritorna comunque nuovamente al Tar, perché il
Consiglio di Stato ha sollecitato i giudici di primo grado di
"disporre la tempestiva fissazione dell’udienza per la
trattazione del merito del ricorso". (ANSA).

 

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