STRAGE DI VIAREGGIO: IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO IN PROCURA E AL CSM
Nel corso dell’incidente probatorio volto a ricostruire la dinamica del disastro ferroviario di Viareggio e cercare di fare chiarezza sulle cause attraverso il confronto tra le perizie che le diverse parti hanno condotto sul carro-cisterna, vi è stato un clamoroso colpo di scena.
Secondo la ricostruzione operata dai periti del GIP Simone Silvestri, ovvero i periti Riccardo Licciardello e Dario Vangi, a bucare il “bombolone” sarebbe stato non un picchetto di regolazione delle curve – di cui era conosciuta la pericolosità – come sostenuto dalla Procura e dai periti, ma un pezzo dello scambio, la cosiddetta piegata a zampa di lepre, un elemento insostituibile del cambio e per il quale non si sarebbe potuta incolpare Rfi. Una ricostruzione questa che va nel senso opposto da quanto sostenuto dai periti della Procura e che di fatto alleggerisce notevolmente la posizione di Ferrovie dello Stato nel processo.
Il colpo di scena che solleva però ben più che perplessità è stata l’ammissione del perito Riccardo Licciardello di avere degli incarichi a pagamento per conto di Rete Ferroviaria Italiana. Secondo quanto dichiarato il Procuratore Cicala, Licciardello non aveva comunicato di avere motivi di incompatibilità con l’incarico che il Tribunale andava ad affidargli. Appare assurda, alla luce si tale situazione, la decisione del Giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri, che ha respinto l’istanza di ricusazione presentata dai pubblici ministeri.
Per il Codacons diverse sono le responsabilità in cui sembrerebbe essere incorso il Perito del GIP Riccardo Licciardello, per aver omesso di comunicare motivi di incompatibilità con l’incarico affidatogli. Al fine di fare sulla vicenda, l’associazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lucca chiedendo di aprire una indagine per abuso di atti d’ufficio nei confronti del perito, mentre al Csm il Codacons ha chiesto di valutare l’operato del Gip Simone Silvestri e, qualora si renda necessario, avviare nei suoi confronti le dovute azioni disciplinari.
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