Più soldi alla sanità di Venezia non al direttore generale Asl
-
fonte:
- La Nuova Venezia
Il direttore generale dell’ Asl 12 aveva già lanciato un appello, in sede di conferenza dei sindaci, ad essere sostenuto verso una Regione diventata matrigna per la sanità veneziana. In questi giorni convoca medici, infermieri e sindacati, assicura che «stipendi e tredicesime saranno pagati» (trasforma così un diritto in una atto di benevolenza) e chiede un fronte comune per la sanità «più soldi per Venezia». Resto basito. In nome di quale merito chiede solidarietà il dominus assoluto della sanità veneziana, il manager che ha voluto l’ Ospedale all’ Angelo, ha imposto il centro protonico da 162 milioni senza confrontarsi, ha chiuso 25 posti hospice di Mestre privando malati oncologici terminali del diritto di essere accompagnati con dignità negli ultimi giorni di vita. Chi è responsabile non dimentichi la storiella educativa del "Re nudo". Nessuno gridò la verità. Fin quando un bambino gridò: «Guardate! Il Re è nudo». Nell’ appello "più soldi per Venezia" il dg dell’ Asl 12 rischia di apparire un "Manager nudo" almeno peri 16.350 cittadini che, in due settimane, hanno firmato una petizione promossa da Anfass Mestre, Avulss, Legatumori, Codacons-Veneto, Humanitas Venetia. Un plebiscito per riaprire i 25 posti per malati oncologici terminali chiusi da maggio scorso. Anche il presidente della Regione Zaia, la presidente della Provincia Zaccariotto, l’ assessore regionale alla Sanità Coletto, il segretario regionale Mantoan rischiano di rivelarsi non solo "nudi" ma anche sordi e ciechi se continuano di fatto ad ignorare i cittadini, i Sindaci e l’ appello bipartisan di tutti i partiti presenti nel Consiglio comunale di Venezia. Ogni giorno di chiusura dei 25 posti hospice pesa sulla coscienza di chi potendo intervenire si lascia irretire nelle procedura. Sarebbe questo il modello Veneto! Chiediamo con forza alla Regione risorse più adeguate alla specificità di Venezia ma chiediamo con maggiore forza garanzie che le risorse siano utilizzate per restituire servizi essenziali al Centro storico, a tutelare le eccellenze, a valorizzare il ruolo responsabile assicurato dal volontariato, a garantire la continuità ospedale-territorio, a restituire ai malati oncologico terminali la disponibilità di posti hospice in numero adeguato alla triste crescita di richieste. *Presidente Codacons-Veneto.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: infermieri, medici, sanità , veneto, venezia
