4 Novembre 2011

Insegnante precaria da 24 anni «Basta, faccio causa al Ministero»  

Insegnante precaria da 24 anni «Basta, faccio causa al Ministero»
 

 
SAN DONATO  UNA NOMADE della scuola, strattonata tra supplenze e contratti a termine. È di San Donato l’ insegnante più precaria della Lombardia: da 24 anni lavora in maniera discontinua nel mondo della scuola, senza essere mai essere riuscita a regolarizzare la propria posizione. Esasperata, ora ha deciso di fare causa al Ministero dell’ Istruzione attraverso il Codacons. La donna che è diventata l’ emblema dell’ instabilità nel mondo della scuola vuole mantenere l’ anonimato. Di lei si sa che si chiama Antonella A., ha 46 anni ed è originaria di Messina, anche se ora vive nell’ hinterland milanese. Si sa anche che la sua vita professionale assomiglia a una via crucis. Da quando ha presentato la domanda per l’ inserimento in graduatoria, nell’ ormai lontano 1987, la poverina è stata costretta a saltapicchiare da un istituto all’ altro, inanellando una lunga serie d’ incarichi, tutti rigorosamente temporanei. LA SPERANZA di ottenere un’ immissione in ruolo è rimasta un miraggio mentre gli slanci che in un primo momento avevano mosso l’ animo della docente hanno lasciato il posto a delusione, fatica e amarezza. «Ho sopportato fin troppo», deve aver pensato la signora, che adesso vuole presentare il conto allo Stato. Antonella A. ha deciso di trascinare il Ministero dell’ Istruzione davanti ai giudici, aderendo all’ azione legale lanciata dal Codacons. Dopo essere risultata, in Lombardia, l’ insegnante con più anni di precariato alle spalle, ha vinto il concorso dell’ associazione e si è aggiudicata così la possibilità d’ intentare un ricorso gratuito attraverso i legali dell’ organismo. Una possibilità che la prof sembra intenzionata a sfruttare. Avviata su scala nazionale, l’ iniziativa anti-precariato voluta dal Codacons ha raccolto circa 2.000 adesioni. Attraverso i ricorsi collettivi promossi dall’ associazione davanti ai giudici dei tribunali del lavoro, al Ministero si chiede l’ adozione degli atti amministrativi necessari a ottenere la definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e la conseguente conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato. Si chiede inoltre un risarcimento di 40 mila euro. Un’ iniziativa analoga a quella promossa per i docenti è stata lanciata ieri a favore dei cosiddetti «presidi incaricati», ossia quei professori che per anni hanno svolto le funzioni del dirigente scolastico senza però averne mai ottenuto la qualifica formale. Gli insegnanti precari e i presidi incaricati possono ancora aderire all’ azione legale seguendo le indicazioni riportate sul sito www.codacons.it.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this