Delusi dal Pal, 250 medici chiedono di potenziare il Policlinico
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fonte:
- Modena Qui
L’Ausl: «E’ antistorico continuare a mettere in discussione la centralizzazione di tutti i traumi»
Basta depotenziare il Policlinico.
Basta affermare che in via del Pozzo non si potrà realizzare un dipartimento di Emergenza e Urgenza vero e proprio, dove curare le donne gravide e i bambini.
Sono 243 i medici ospedalieri e universitari del Policlinico che hanno firmato una lettera, inviata ieri alle redazioni dei giornali, in cui chiedono con forza ai vertici della sanità modenese di affrontare la questione dell’ Emergenza-Urgenza, bypassata dal Pal.
Tema di recente portato alla ribalta anche dai manifesti realizzati dal sindacato Cimo-Snami insieme al Codacons (nella foto) e sparsi in lungo e in largo per la città.
I firmatari della lettera si definiscono «aborigeni della sanità modenese».
Un termine curioso.
«Il termine – spiegano i medici – è stato scelto come segno di popolazioni autoctone ormai quasi sterminate e che vivono in condizioni disumane».
Anche se «la bontà della cultura aborigena consiste nella semplicità di vita e nel saper guardare il creato con occhi perennemente stupiti, così da non avere tempo da perdere in contese guerriere portatrici di squilibri e di violenza.
Noi professionisti assimilabili agli aborigeni siamo pronti ad assumerci per intero le nostre responsabilità».
I camici bianchi sono pronti a collaborare quindi, purché dalle aziende sanitarie venga qualche segnale di ascolto alle loro rimostranze.
Quali? «Ci dà sconforto – scrivono – la scelta del Pal di non prevedere più la assistenza dei traumi gravi presso il Policlinico e, contestualmente, di privarlo del dipartimento di Emergenza Urgenza che va ad aggiungersi alle vicende, pesanti anche sul piano mediatico e dell’immagine della nostra azienda, di cardiologia, di dermatologia, del dipartimento oncologico e della soppressione di una unità di chirurgia generale, in un quadro, confuso e non da noi condiviso, di programmazione delle attività assistenziali che al Policlinico si svolgono, prevalentemente, in carenza di risorse.
Privare un ospedale pubblico come il Policlinico di Modena delle funzioni di un dipartimento di Emergenza-Urgenza dove sono espletate attività multidisciplinari che vanno dalle medicine d’urgenza e immunotrasfusionale alla anestesia e rianimazione, a tutte le specialistiche internistiche, quali ad esempio cardiologia, pneumologia, nefrologia, alla chirurgia generale d’urgenza, alle chirurgie toracica, vascolare, otorinolaringoiatrica, oculistica, ortopedica nei suoi settori superspecialistici, urologica, ginecologica, pediatrica ed alle loro articolazioni interventistiche endoscopiche, e praticamente, a tutte le articolazioni disciplinari della radiologia nonché a buona parte delle articolazioni disciplinari della medicina di laboratorio, significa depotenziarlo in tutte le sue discipline e nella sua stessa identità».
Questo grande ospedale universitario, perno dagli anni ‘60 sino ai primi anni 2000 del sistema sanitario pubblico della città e della provincia di Modena e della Regione Emilia Romagna, secondo questi 250 medici «è stato negli ultimi anni non adeguatamente potenziato, come sarebbe stato necessario per mantenere a disposizione dei cittadini un presidio ospedaliero di eccellenza dotato di tutte le specialità e in condizione di affrontare le sfide della rivoluzione biomedica ed informatica del terzo millennio, ma progressivamente amputato delle discipline specialistiche essenziali di neurologia, neurochirurgia, neuroradiologia, endocrinologia, psichiatria, chirurgia vascolare, di importanti attività di laboratorio immunologico ed endocrinologico e delle relative strutture e funzioni di assistenza, didattica universitaria e ricerca».
Per l’Ausl però la centralizzazione è un dogma al quale è antistorico abdicare.
«E’ del tutto incomprensibile l’ultima polemica innescata da alcuni manifesti sulla gestione delle emergenze firmati da Codacons e Associazione vittime della strada – scrive l’azienda in una nota – il sistema dell’Emergenza Urgenza a Modena e in tutta la provincia è in grado di assicurare l’assistenza in modo appropriato, tempestivo ed efficace.
Continuare a mettere in discussione la centralizzazione dei traumi gravi in un solo Centro non solo è antiscientifico e antistorico, ma va contro la logica degli eccellenti risultati ottenuti che sono da tutti leggibili nei registri regionali disponibili sui siti dedicati.
Gestire le patologie dei bambini e delle donne in gravidanza al Policlinico è ovviamente al momento inevitabile e comunque la casistica fortunatamente è molto esigua», conclude l’Ausl invitando il responsabile del sindacato Snami Daniele Giovanardi a confrontarsi su queste tematiche all’interno del comitato di dipartimento interaziendale.
Richiesta prontamente accolta dal responsabile del Pronto Soccorso del Policlinico.
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