Nubifragio, Codacons e verdi contro il sindaco: “Ecco le colpe”
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- Affari Italiani
"Al Comune di Roma non deve essere concesso alcuno stato di calamità, e se la Regione Lazio o il Consiglio dei Ministri dovessero accogliere le richieste del Sindaco Alemanno, sarà inevitabile un ricorso al Tar per bloccare un simile provvedimento" . Questa la ferma posizione del Codacons dopo la situazione scandalosa che ha caratterizzato ieri la capitale, e la richiesta di stato di calamità avanzata dal primo cittadino". Lo comunica, in una nota, il Codacons. "La causa del disastro verificatosi ieri non è stata certo la pioggia – spiega il Presidente Carlo Rienzi – se anche l’ entità e la quantità delle piogge fosse stata ampiamente prevista, non sarebbe cambiato nulla, visto che fogne e tombini sarebbero egualmente andati in tilt, allagando strade, negozi e appartamenti. Le colpe sono semmai da ricercarsi nelle incapacità di chi si preoccupa più delle Olimpiadi a Roma che di assicurare una manutenzione costante delle strade e di adottare provvedimenti per evitare che le stazioni della metro al primo temporale si trasformino in colabrodo!". "Qualora dovesse essere concesso lo stato di calamità a Roma, presenteremo ricorso al Tar del Lazio, chiedendone la revoca, e ci rivolgeremo alla Procura e alla Corte dei Conti, considerato che il provvedimento in questione avrebbe un costo ingiusto a danno della collettività" – prosegue Rienzi. "L’ associazione ha deciso infine di fornire assistenza legale a tutti quei cittadini che abbiano subito danni dal temporale di ieri – prosegue – chi è rimasto bloccato con la macchina sommersa, chi ha visto il proprio appartamento o negozio allagato, e più in generale chi ha subito un qualsiasi tipo di danno materiale, può collegarsi al blog www.carlorienzi.it, dove è stata aperta una apposita pagina, e aderire all’ azione organizzata dal Codacons". "Il giorno dopo l’ emergenza a Roma, appaiono chiare, anche alla luce della lettura del Dispaccio della Protezione Civile diffuso qualche giorno fa e colpevolmente ignorato, quali siano le responsabilità del Comune di Roma e delle altre istituzioni come la Regione, nella tragedia che ha visto la morte per annegamento di Sarang Perera che viveva all’ Infernetto in uno scantinato. Roma è una città abbandonata a se stessa, nella quale i cittadini devono fare manutenzione fognaria "fai da te" e sono incredibili le parole del Sindaco Alemanno che nella giornata di ieri affermava di non essere stato avvertito quando in realtà la Protezione Civile aveva inviato una nota dettagliata ed estremamente circostanziata". Lo afferma il Presidente Nazionale e Capogruppo in Regione dei Verdi Angelo Bonelli – Nella circolare del 14 ottobre 2011 protocollata DPC/SCD/0059168 inviata dal Dipartimento della Protezione Civile anche alla Presidente Polverini e al Prefetto di Roma è scritto a chiare lettere, alla pagina tre, che: "si ritiene opportuno nella pianificazione dell’ emergenza l’ implementazione di adeguate e capillari modalità di informazione alla popolazione, diretta responsabilità dei Sindaci, che dovrà essere preventivamente ragguagliata […] In particolare si chiede di garantire adeguata informazione con riguardo alle corrette misure di comportamento […] nonché l’ utilizzo di scantinati e aree seminterrate". È chiaro che la circolare è stata ignorata e ciò sarà una, ma non la sola, delle argomentazioni del nostro esposto per "disastro colposo" alla Procura della Repubblica che stiamo preparando in queste ore. La responsabilità delle istituzioni non è solo questa ma attiene anche alla pianificazione urbanistica. È noto da anni, infatti, che la zona di Acilia, Casal Palocco e dell’ Infernetto ha delle grandi criticità dal punto di vista idrogeologico poiché è al di sotto del livello del mare ed è su un terreno alluvionale impermeabile all’ acqua. Nonostante ciò, mentre oggi tutti fanno mea culpa per l’ accaduto, da domani sono pronti a rimettere in moto le betoniere, anche grazie allo scriteriato Piano Casa varato dal Centrodestra regionale. È prevista in quella zona, infatti, un’ edificazione folle da ben due milioni di metri cubi che renderà, alle prime piogge, quel territorio una vera e propria trappola per chi ci vive".
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