Pioggia, Alemanno: “Un terremoto” ma che fine ha fatto ‘Elephant’?
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fonte:
- Paese Sera
Un anziano morto nel suo appartamento all’Infernetto e un 31enne deceduto nello stesso quartiere. Le strade che sono diventate fiumi, le piazze come laghi. Cinque mila chiamate al 113, 2mila ai carabinieri migliaia ai vigili del fuoco. La linea A della metropolitana sospesa e le stazioni di Termini, Manzoni, San Giovanni, Colli Albani, Porta Furba, Numidio Quadrato e Cinecittà chiuse per allagamento, quella B chiusa tra Garbatella e Rebibbia, la stazione Euclide della Roma-Viterbo chiusa, la Roma-Lido limitata. Consolari allagate, autisti intrappolati nelle proprie autovetture, code chilometriche su tutte le strade dal centro alla periferia: una città nel caos. Così, oggi, si è svegliata Roma dopo un copioso nubifragio inatteso e dalle conseguenze drammatiche.
Tre ore di pioggia battente che hanno messo in ginocchio la Capitale d’Italia tanto da far dichiarare al Sindaco Gianni Alemanno: “Chiederemo alla Regione Lazio il riconoscimento dello stato di emergenza e il conseguente riconoscimento di calamità naturali, che saranno valide come giustificazione per tutti i romani che non sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro a causa dell’interruzione del trasporto pubblico locale”.
Una mattinata convulsa quella del primo cittadino che, come primo provvedimento, ha fatto aprire tutti i varchi Ztl del centro storico mentre sul Gra il fango e l’acqua, invadevano la carreggiata all’altezza dello svincolo della Roma-Firenze coinvolgendo e determinandone la chiusura per venti minuti o a Monteverde dove, nel tratto dell’Olimpica, cadevano rami dagli alberi o ad Ostia e all’Infernetto dove venivano chiuse scuole e tribunali.
Il coro della protesta a metà mattinata era montato sia dalle associazioni dei consumatori, Aduc, Codacons, Codici e Cittadinanzattiva, quest’ultima ha chiesto le dimissioni di Alemanno, sia dalle opposizioni, uno su tutti il coordinatore romano del Pd, Marco Miccoli che parla di “dilettanti allo sbaraglio” riferendosi a chi gestisce la città.
A preoccupare però sono le condizioni di Roma e delle sue reti fognarie tanto che una nota diramata dall’Agenzia per la mobilità poco dopo le 9 di questa mattina parla chiaro: “Secondo quanto rilevato da Atac le chiusure delle stazioni metropolitane sono state determinate dalla mancata ricettività del sistema fognario. Per questo l’Azienda è stata costretta a chiudere le stazioni di Euclide (Roma-Viterbo), Termini, Manzoni e San Giovanni (Metro A), Porta San Paolo (Roma-Lido), Garbatella e Rebibbia (Metro B). La chiusura si è resa necessaria a causa della grande quantità di acqua che, non trovando una via di fuga nel sistema fognario, si è riversata nelle stazioni rischiando di compromettere la sicurezza degli utenti. Un evento simile si era già verificato alcune settimane fa in occasione di un altro nubifragio”.
A questo punto la memoria torna al 22 settembre 2009 giorno in cui il Sindaco Alemanno presentò il “piano caditoie” per ripristinare la funzionalità del sistema fognario su tutto il territorio comunale e illustrò il funzionamento dell’Elephant, un innovativo macchinario che avrebbe consentito, in breve tempo grazie alla sua con una specie di proboscide meccanica, lo spurgo delle caditoie ostruite: costo totale dell’operazione due milioni di euro. Pronta la risposta del Sindaco: “A breve dovrebbe smettere di piovere, ma nel pomeriggio l’avviso meteo prevede nuovi temporali”. Infine sempre il Sindaco sottolinea, durante un suo intervento ad una radio romana: “Le previsioni meteo ci davano temporali sparsi nel Lazio non piogge torrenziali come quelle che sono avvenute questa mattina. Siamo di fronte ad un nubifragio, significa che la pioggia supera i livelli medi normali stagionali e quindi le fogne per quanto possano essere manutenute risultano insufficienti di fronte al nubifragio. Siamo di fronte ad una calamità naturale, bisogna fronteggiarla: è come se fosse un terremoto”. Intanto numerosi romani dal centro a Centocelle sono stati visti con la ramazza in mano a pulire strade e levare le foglie dai tombini e dalle caditoie
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