20 Ottobre 2011

Celerini senza indennizzi Ventimila pratiche arretrate

 
 
Aggrediti dai «black bloc», contestati dai cittadini che li vedevano arretrare invece che caricare, feriti dai sampietrini e dalle bombe carta. E come se non bastasse costretti ad attendere a lungo gli indennizzi assicurativi per i danni fisici riportati durante gli scontri. Per gli agenti del Reparto mobile, ma anche per i loro colleghi di altri uffici, quello del risarcimento delle spese sanitarie sostenute dopo essere stati feriti in servizio è un problema non nuovo, che dopo sabato scorso è tornato alla ribalta. «Ci sono agenti – spiega Giorgio Innocenzi, segretario generale della Consap, la Confederazione nazionale dei poliziotti – che attendono anni prima di vedere qualche euro. Qualcuno nel frattempo è andato in pensione, altri sono purtroppo morti di vecchiaia. Mentre affrontiamo la questione dei 105 feriti di sabato scorso, ci sono da risarcire ancora le decine di uomini finiti in ospedale il 14 dicembre dell’ anno scorso dopo gli scontri in via del Corso». Sono 20 mila le pratiche in giacenza all’ Ufficio pensioni del Dipartimento di Ps, in via Agostino Depretis, una montagna di fascicoli, e fra questi moltissimi sono quelli che riguardano poliziotti che hanno prestato o prestano servizio nella Capitale. Ma la maggior parte delle questioni in sospeso si riferiscono ad attività di ordine pubblico, in piazza o allo stadio, addirittura precedenti all’ utilizzo degli steward per dividere i tifosi di opposte fazioni. «C’ è il caso di un collega che durante il servizio ha perso i denti dopo essere stato colpito da un sasso al volto – racconta Innocenzi -. Ha pagato di tasca sua il dentista per le cure necessarie, ma non gli è ancora stato restituito nulla». Come lui aspettano anche i 60 poliziotti feriti in via del Corso, molti dei quali tornati in piazza anche a San Giovanni. «Da una parte l’ Amministrazione chiede sacrifici, dall’ altra non dimostra buona volontà nel riconoscere i danni da causa di servizio – dice ancora il segretario Consap -. Se l’ arretrato ha raggiunto questi livelli, non pare peregrino ritenere che ci sia una grossa responsabilità anche in chi ha la responsabilità di far funzionare quell’ ufficio». Come risposta alle 20 mila pratiche «parcheggiate» la Consap ha deciso di unire le sue forze con quelle del Codacons «per portare avanti una class action contro il ritardo dell’ Ufficio pensioni». Ma le polemiche seguite agli incidenti con i «black bloc» rischiano di provocare anche altre conseguenze, già dalle prossime manifestazioni. «I nostri agenti sono dei professionisti seri e preparati, ma non ci stanno a fare da bersagli. Se non cambia l’ approccio operativo dell’ ordine pubblico non si può escludere che il personale marchi visita, si metta in malattia per non finire a fare la bella statuina», conclude Innocenzi che aggiunge: «Gli uomini sanno che sabato c’ è stato il fallimento del sistema sicurezza davanti a tutto il mondo e che i teppisti hanno colto il segnale che lo Stato è debole: i vandali andavano fermati prima perché le leggi per farlo ci sono sempre state, ma non è stato così. E adesso c’ è il rischio di un’ escalation».  RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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