Benzina, i gestori sul piede di guerra: 15 giorni di sciopero
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fonte:
- Giornale di Sicilia
I gestori di carburante hanno proclamano un pacchetto di 15 giorni di sciopero contro il Governo che si rifiuta di liberalizzare il settore e cancella il bonus che riconosceva il ruolo di sostituto di imposta ricoperto dalla categoria. I benzinai incroceranno le braccia per la prima tornata di chiusure l’ 8, 9 e il 10 novembre. Lo sciopero è stato proclamato dal coordinamento unitario nazionale di Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl, che hanno inviato una nota direttamente al presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, dopo aver appreso del taglio del bonus ed aver constatato l’ assoluta inerzia del Governo, inadempiente rispetto agli impegni ripetutamente assunti nei confronti della Categoria, mettendo a rischio di fallimento circa 25.000 piccole imprese ed i 140.000 posti di lavoro degli addetti occupati. In Sicilia, le segreterie regionali dei sindacati dei gestori confermano lo stop all’ erogazione di carburante. I gestori sono in gravi difficoltà – dichiara il segretario della Fegica regionale, Antonino Munafò -. Senza bonus sono destinati al fallimento, visto che il risicato margine di 4 centesimi al litro si erode con il pagamento delle commissioni aziendali, per quelle delle carte di credito e per la partecipazione alle campagne di sconto delle compagnie. Questo ha influito all’ aumento di richiesta di accesso al credito, per chi ha potuto. Il resto, e sono numerosi, hanno dovuto cedere l’ attività. Proprio dalla Sicilia, Faib e Fegica hanno elaborato un disegno di legge che impone la distinzione tra la produzione (le compagnie) e la distribuzione (i gestori) ed evita quindi che chi produce possa vendere a un proprio canale di distributori. L’ obiettivo è quello di non creare concorrenza sleale – spiega Salvo Basile, coordinatore regionale della Faib – che arreca danno alla maggioranza dei gestori. Nei tre giorni di protesta potranno chiudere gli impianti in città, ad esclusione di quelli precettati dalla prefettura, il cosiddetto servizio essenziale per pubblico servizio, che saranno aperti per rifornire i mezzi delle forze dell’ ordine, autoambulanze e autobotti dei vigili del fuoco. prevista la chiusura degli impianti anche in autostrada. Lo sciopero di tre giorni di fila mette sugli scudi i consumatori. Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori minacciano di presentare singole denunce e richieste d’ arresto nei confronti dei benzinai che aumenteranno i prezzi di benzina e gasolio nelle 48 ore antecedenti la serrata decisa dai gestori. Lo sciopero – affermano in una nota – rischia di trasformarsi in una maxi-speculazione. In occasione delle precedenti serrate si sono infatti verificati rialzi ingiustificati dei listini nelle ore precedenti gli scioperi.
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