Maestra con la Tbc, esposto in procura
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fonte:
- la Repubblica
Furono contagiati nove bimbi, dalla loro maestra che aveva contratto la Tbc. Era maggio del 2010 e il caso, che finì su tutti i media, non ebbe però alcun rivolto. Poi, quest´estate, un nuovo caso, al Gemelli, e l´allarme contagio è cresciuto a dismisura. È stato forse per questo che il Codacons ha deciso di presentare, domani, un esposto contro ignoti agli stessi pm che indagano sulla vicenda del policlinico per segnalare quanto successo nella scuola sulla Cassia dove insegnava la docente. L´associazione che tutela i consumatori chiederà che vengano estesi i controlli a tutti gli alunni dell´istituto comprensivo che si trova e a tutto il personale che ci lavora. Il Codacons quindi torna su una vicenda che risale a oltre un anno fa. «Un´insegnante dell´istituto comprensivo Vibo Mariano, che ha un plesso al Sesto Miglio, avrebbe contagiato diversi bambini poi sottoposti a cure antibiotiche», racconta Carlo Rienzi, presidente dell´associazione. «La docente», aggiunge Rienzi, «dopo circa un anno di sintomatologia ha fatto alcuni accertamenti che hanno confermato la diagnosi di Tbc attiva». La donna è stata quindi ricoverata all´ospedale Spallanzani, curata e poi dimessa. Ma Rienzi continua: «Nel periodo durante il quale si sono manifestati i sintomi della malattia l´insegnante è entrata in contatto con numerosi bambini che dopo la diagnosi sono stati sottoposti ad accertamenti con il test Mantoux. Purtroppo molti esami hanno dato esito positivo, e gli alunni contagiati sono stati curati». I bambini risultati positivi al test tubercolina a maggio 2010 furono nove: i controlli nelle due classi dove insegnava la donna colpita dal bacillo di Koch furono ordinati dalla Asl RmE. Ma per il Codacons il caso non è chiuso perché c´è un nuovo elemento introdotto dalla stessa docente colpita e poi guarita. «L´insegnate», dice Rienzi, «nel frattempo ha intentato una "causa di servizio" perché convinta di essersi ammalata durante la sua attività lavorativa». La maestra dunque sarebbe convinta di aver contratto la malattia proprio nella scuola dove lavorava. Il Codacons perciò chiede nuovi controlli e più test: «Se così è stato per la maestra il focolaio allora potrebbe essere nell´istituto. Le persone che ci lavoravano e tutti i bambini che allora erano lì devono essere sottoposti allo screening». Ma c´è dell´altro. Rienzi rimarca: «In ogni caso crediamo che non siano state avvertite tempestivamente le famiglie e tutte le persone che sono entrate in contatto con l´insegnate. Per questo abbiamo deciso di presentare un esposto ai pm. Vogliamo che venga accertato se tutti gli organi pubblici competenti abbiano dato adeguate informazioni a tutte le persone che sono entrate in contatto con l´insegnante dell´eventuale rischio di contagio».
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