FARMACIE Chiamate il numero verde
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fonte:
- Il Messaggero
Nasce in Umbria il primo numero unico regionale gratuito per l’ individuazione, 24 ore su 24, 365 giorni all’ anno delle farmacie aperte di turno. È 800.829.058 il numero verde Pronto Farmacia, promosso da Federfarma Umbria (Unione sindacale regionale dei titolari di farmacia dell’ Umbria) in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori Federconsumatori, Codacons, Movimento dei consumatori, Cittadinanzattiva, Movimento difesa del cittadino, attivo in tutta l’ Umbria e in grado di fornire qualsiasi tipo di informazione sulle farmacie aperte di turno al momento della chiamata. Il servizio è in grado anche di connettere direttamente il chiamante con la farmacia desiderata per chiedere informazioni di tipo sanitario o relativamente alle prestazioni offerte dalla stessa farmacia. Se del caso l’ operatore del call-center «Pronto Farmacia» 800.829.058 sarà in grado anche di fornire puntuali indicazioni stradali per raggiungere la farmacia aperta più vicina al chiamante. Il servizio «Pronto Farmacia», totalmente gratuito per l’ utenza (residenti in Umbria e turisti, anche di passaggio). Si tratta della prima, e al momento unica, esperienza di Numero unico verde regionale del Centro Italia grazie al quale i cittadini sono sempre assistiti, in ogni momento della giornata, dal proprio farmacista di fiducia. In altre realtà italiane, specialmente nel nord, esistono altre e diverse esperienze di numeri verdi, ma tutti attivi su base provinciale e non su base regionale. Così capita, ad esempio, che in regioni grandi vi siano province assistite da un numero verde farmaceutico, mentre altre no. Il numero verde copre tutte le farmacie esistenti sul territorio, pubbliche o private. Con il servizio Pronto Farmacia la già caratteristica della capillarità territoriale, che rende le farmacie dell’ Umbria spesso unici presidi sanitari nelle località più disagiate si amplia a 360 gradi. Ferderfarma Umbria CACCIA Serve confronto serio e sereno Prendiamo atto delle posizioni intransigenti dell’ assessore regionale con delega alla caccia, che ha totalmente disatteso le richieste di modifica del calendario venatorio che gli erano state avanzate dal coordinamento. Ricordiamo che erano solo quelle di aprire la caccia al cinghiale il primo di ottobre e consentire sia alla caccia in battuta che in forma singola nelle stesse giornate. Il coordinamento, visto che l’ assessore ha dimostrato di saper utilizzare al meglio l’ arroganza del potere, valuta indispensabile aprire un percorso nel quale ogni soggetto sia chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. In una regione ove la Provincia di Perugia, la Provincia di Terni, alcune delle più rappresentative associazioni venatorie, alcuni Atc, quasi la totalità dei capigruppo dei partiti politici presenti in consiglio regionale, le commissioni provinciali competenti e regionali chiedono di modificare il calendario venatorio sull’ apertura della caccia al cinghiale, non riusciamo a comprendere il perché non sia stato fatto. Appena dopo il primo giorno di caccia, abbiamo letto sulla stampa apprezzamenti ai cacciatori i quali «hanno dato una bella dimostrazione di maturità, correttezza e serietà». Giustissimo e condividiamo. L’ Assessore spiega che «è stata una serena domenica di divertimento». Qualcuno, per favore, informi l’ assessore che la prevenzione rispetto alla sicurezza, con molto senso di responsabilità, l’ hanno attivata le squadre. In quale modo? Non effettuando le battute di caccia. I dati sono che 230 delle 250 squadre non hanno effettuate battute al cinghiale. Altro che condivisione del calendario. Con questo calendario venatorio, di fatto la caccia in battuta inizia dall’ otto di ottobre. Si pensi, invece di fare allarmismo, a modificare la legge sui danni. Il Coordinamento è certamente interessato ad un confronto sereno, con tutti i soggetti che si occupano di attività venatoria. Il coordinatore caccia al cinghiale Pio Braccalenti.
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