Tbc, positivi anche 10 neonati mai a contatto con l’infermiera
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fonte:
- Il Messaggero
Tra i bimbi nati al Gemelli fra gennaio e luglio 2011 e risultati positivi al test della tubercolosi ve ne sono una decina che non sono mai venuti a contatto con l’ infermiera malata di Tbc. Non sono mai stati al nido o sono nati nei giorni in cui lei era a casa in ferie o in malattia. Questo elemento va a rendere ancora più complicata questa vicenda. Attenzione, non siamo di fronte ai neonati positivi nati nel 2010, di cui aveva parlato il Codacons: in quei casi è possibile che i neonati siano venuti a contatto successivamente con il bacillo, una volta andati a casa. A rivelare l’ esistenza di almeno una decina di bimbi di pochi mesi positivi alla Tbc senza avere avuto contatto con l’ infermiera è l’ avvocato Giulia Bongiorno, che ieri era impegnata a Perugia visto che è uno dei difensori di Raffaele Sollecito. Giulia Bongiorno ha partorito un maschietto al Gemelli il 20 gennaio. «Mio figlio – spiega – è risultato negativo al test, ma ho deciso di rivolgermi al tribunale comunque. E tante famiglie si sono rivolte a me. Sono almeno una cinquantina. Tra i neonati positivi le tipologie sono diverse. Alcuni rientrano in una casistica differente da quella presa in considerazione dalla procura poiché il bimbo non ha avuto contatto con l’ infermiera: per questi presenteremo denuncia subito. Le altre famiglie si costituiranno come parte civile successivamente». La pioggia di denunce che stanno arrivando sul Gemelli va oltre però alle cinquanta famiglie assistite dall’ avvocato Bongiorno. Ci sono quelle che hanno chiesto aiuto al Codacons, l’ associazione consumatori guidata da Carlo Rienzi, che proprio l’ altro giorno ha organizzato un’ assemblea pubblica. C’ è la famiglia che si è rivolta all’ avvocato Luca Petrucci, la prima a presentare una denuncia penale: «Senza la denuncia non ci sarebbero stati indagati», ricorda Petrucci, che assiste una professionista romana che ha scoperto di essere positiva al test della tubercolosi polmonare, così come è positivo il piccolo venuto alla luce a luglio. Claudia Fava Del Piano è un’ altra madre e avvocato. Anche lei ha partorito al Gemelli in luglio. Il bimbo per fortuna è risultato negativo. «Però presenteremo denuncia per l’ esposizione al rischio», osserva l’ avvocato Claudia Fava Del Piano. Infine, ieri c’ è stato chi ha sparato grosso: gli avvocati Lorenzo Amore e Anna Orecchioni hanno dichiarato di assistere i genitori, piemontesi, di due gemellini nati al Policlinico universitario. Hanno spiegato: «Chiederemo un milione di euro di risarcimento per danno esistenziale e biologico. Questa coppia aveva avuto i primi due figli a giugno dopo 15 anni di matrimonio. Lui ha 63 anni e lei 43. Quando hanno saputo che solo uno dei loro piccoli era risultato positivo ai test della Regione, hanno deciso di avviare controlli anche in via privata. Ed è proprio qui che hanno scoperto la positività anche del fratellino». Restano i dubbi innescati dai casi di cui parla l’ avvocato Bongiorno, i neonati positivi anche se non hanno avuto un contatto diretto con l’ infermiera. Va ricordato che i test sono stati fatti pure per i bimbi nati anche 48 ore dopo rispetto al giorno in cui l’ infermiera malata di Tbc è rimasta a casa. Questo perché si paventava il rischio che il micobatterio potesse restare nell’ aria per circa due giorni. La procura sta anche indagando sugli impianti di ricircolo dell’ aria del Gemelli ed è possibile dunque che qualche neonato sia stato contagiato quando l’ infermiera non era al nido. Più difficile capire cosa sia successo a quei neonati positivi che al nido non sono mai andati. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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